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Si racconta che... Giochi e penitenze (Tratti da un libro edito nel 1890, purtroppo non è rilevabile l''autore)

La pentola


Si metterà una pentola di coccio ,con la bocca rivolta al pavimento, in un angolo della stanza o del cortile dove stiamo giocando.

A sorteggio sceglieremo il primo giocatore che, con un bastone, dovrà romperla; questo giocatore sarà bendato e portato dalla parte opposta del campo di gioco.

Messo in direzione dell’angolo sarà lasciato libero e sarà guidato alla voce dagli spettatori.

Non dovrà toccare né le pareti né il pavimento e dovrà colpire la pentola rompendola.

Se sbaglia paga pegno, se vince, vincerà il premio messo in palio prima di cominciare il gioco.

Nella descrizione di questo gioco, quando si descrive l’eventualità di sbagliare, l’autore scrive :” …egli ha perso il giuoco, gli si leva la benda e riceve la baia e gli si fa depositare pegno.

Se dà il colpo in fallo, ha parimente perduto gli si fa la baia e……..”.

Mi sono chiesto cosa sia la “ baia “ e, con l’ausilio di un vocabolario dell’epoca ho scoperto che la baia è quella che oggi chiamiamo “l’urlata” , cioè un vociare sguaiato delle persone intorno al giocatore.




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