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Si racconta che... Giochi e penitenze (Tratti da un libro edito nel 1890, purtroppo non è rilevabile l''autore)

La catena


Quasi sempre i giochi si svolgono in cerchio, che è la forma più antica e comunque migliore per parlarsi e per confrontarsi, tutti allo stesso pari e tutti a viso degli altri.

Ed anche questo non è da meno, infatti tutti i giocatori saranno in cerchio, assai vicini tra loro, perché il gioco richiede la massima vicinanza.

Allora, il nostro Capogioco, prende una bacchetta di legno e la impugna con la destra, si rivolge al suo compagno di destra, dicendogli “E’ arrivata una nave in porto.”

Ed il vicino risponderà. ”Cosa ha portato?“
- “Una bacchetta per vendersi!! “ risponderà il Capogioco.
Allora il compagno dirà:
”Non ho denaro.” – “Ma le mani, le hai ??”.

Alla risposta affermativa, il capo gli cede la bacchetta e con la mano destra libera prenderà la mano sinistra del vicino, e così la storia si ripete, finchè si giunge di nuovo al capo; a quel punto si cambia parte del corpo, ed il capogioco, per esempio, chiederà se ha la bocca, e la bacchetta sarà strinta con i denti (non solleviamo problemi di igiene, adesso stiamo facendo storia!), poi passeremo alle braccia, ai ginocchi, eccetera.

Chi farà cadere la bacchetta dovrà, chiaramente, pagare pegno.



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