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Si racconta che... Giochi e penitenze (Tratti da un libro edito nel 1890, purtroppo non è rilevabile l''autore)

La berlina


L’inverno era una stagione difficile e far stare in casa i bambini, forse, era una cosa ancora più complicata.

Ma come si dice “ il bisogno aguzza l’ingegno” e così ecco un gioco semplice, per il quale non occorre attrezzatura ma solo orecchi resistenti.

Si fa la conta,con una delle solite filastrocche e , scelto un bambino, si matte a sedere in un angolo della stanza, con gli occhi verso l’angolo e tutti gli altri giocatori dietro, anche loro a sedere.

Una volta per uno e per alzata di mano, ogni bambino dovrà dire il difetto, per lui più rilevante, che contraddisdingue l’amico che sta di spalle; ma non dovrà pronunciarsi lui, bensì dirlo all’orecchio del Capogioco che lo riferirà a voce alta a tutt o il gruppo.

Ogni difetto, sarà preceduto dalla formula “ Tu sei alla berlina perché …….”.

Dopo che tutti avranno espresso il loro giudizio, il beffeggiato chiamerà a sostituirlo non qualcuno indicandolo per nome, ma dicendo “ venga a sostituirmi quello che ha detto che io ….”.

E così si va avanti per pomeriggi interi; ogni gioco, serviva per insegnare regole di vita oltre che per divertire.

Questo, per esempio , serviva (e senz’altro servirebbe, forse più agli adulti che ai bambini) per conoscere e cercare di correggere i propri difetti, che assai spesso non abbiamo il coraggio di vedere, ma soprattutto, non abbiamo il coraggio di intervenire.




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