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Lastra a Signa Alluvione del 4 Novembre 1966

Cronologia dei fatti


L'alluvione del 4 Novembre 1966 - che travolse Firenze suscitando nel mondo intero sgomento per la sorte del suo immenso patrimonio storico/artistico - si abbatté con furia distruttiva anche su Lastra a Signa.

Alluvione 4/11/1966- Lastra a Signa, Via 24 MaggioVia 24 MaggioNel tardo pomeriggio del 3 Novembre l'Arno cresce a vista d'occhio.

I vari gruppi operativi del personale del Comune sono pienamente mobilitati.

Contatti telefonici con la Prefettura e il Genio Civile vengono attivati per sapere l’andamento della situazione e le previsioni del livello dell’Arno.

La popolazione, fortemente preoccupata, fa ressa al Comune per avere notizie sull'andamento del livello del fiume.

Il temuto evento vive nell'aria.

Volontari giovani e meno giovani si pongono a disposizione del Comune inserendosi nei vari gruppi operativi del personale comunale già attivati nel monitoraggio a cura delle difese idrauliche del Comune.

Con il Sindaco e gli assessori, Consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza si prodigano in funzione di comitato d’urgenza.

Lastra a Signa, 4 Novembre 1966. Piazza IV novembre, La PostaA notte avanzata di fronte al crescere impetuoso dei livello delle acque, il Comune chiede al Proposto di San Martino di far suonare le campane per far allertare la popolazione.

Sono momenti drammatici: l'evento temuto si fa realtà.

Lastra a Signa, piazza IV novembreNella parte più bassa del Capoluogo, dal pianterreno si portano ai piani superiori le suppellettili ed altro.

Ma anche per le famiglie più sollecite ben presto il livello dell’acqua vanificherà ogni misura precauzionale.

Verso le quattro, il collegamento telefonico con la Prefettura s'interrompe.

Anche con le frazioni cessano i collegamenti.

Dopo poco l’illuminazione pubblica cessa di funzionare.

Lastra è al buio.

In municipio si ricorre alle pile ed alle candele.

Tutto si fa drammaticamente più difficile e tragico per la celerità dell'aggravamento delle situazione.

Nessuno se più cosa fare, provati dallo stato d'impotenza de cui non è facile sfuggire.

Alle cinque circa, quasi contemporaneamente cedono tratti importanti degli argini del Vingone, della Guardiana e del Lastra a Signa. Alluvione del 4 Novembre1966. Spedale di S.AntonioRimaggio e in pochi minuti l'ondata enorme d'acqua travolge i bastioni di Corso Manzoni e sommerge il Centro Storico con tre metri e mezzo d'acqua.

Portare soccorso alle famiglie isolate non è possibile per mancanza di mezzi.

Sono ore di angoscia indicibili.

Lastra a Signa, spedale di San'AntonioNelle parti del Capoluogo lambite delle acque melmose un andirivieni di persone delle zone fuori piena che vogliono rendersi utili,me che nulla possono di fronte a tanto disastro.

Alcuni volenterosi recuperano nei cantieri edili assi, abetelle e quant'altro occorreva per raffazzonare zattere che non daranno alcun affidamento, ma che saranno per molte ore le uniche che si vedono in giro a portare soccorso.

Sul tardi della mettinata arrivano da Firenze alcuni pompieri con un canotto che si prodigheranno al massimo, ma che operativamente rappresentano poco più di una presenza simbolica.

Nei giorni immediatamente successivi arrivano a Lastra a Signa da vari Comuni soccorsi in genere alimentari.

Ma anche personale tecnicamente valido che opera con i gruppi locali per fronteggiare le incombenze immediate al ritiro delle acque.

Alluvione 4 novembre 1966. Lungarno B. Buozzi, Ponte a SignaDa Bologna arriva una squadra ben attrezzata di idrovore, e altre attrezzature con personale specializzato che rimarrà alcuni giorni a servizio del Comune.

Le famiglie,costernate per la perdita di tutto ciò che avevano,reagiscono con dignità ammirevoli: buttano quel che c’é da buttare e con secchi e granate spazzano l'acqua e la melma per affrontare il disagio grave che richiederà tempi non brevi per il ripristino dell'abitabilità dell'alloggio.
La Comunità Locale vive il disastro partecipando attivamente all'opera di solidarietà.

Lungarno Buozzi, Ponte a SignaCollabora alle molteplici iniziative del Comune, promosse e portate avanti in una mirabile unità d'intenti di tutte le forze politiche delle associazioni professionali, assistenziali etc locali.

Con l'Ufficiale Sanitario e Veterinario comunale i medici del luogo attivano un ottimo servizio di assistenza sanitaria popolazione e misure urgenti d'igiene ambientale vengono attuate con la rimozione e distruzione delle carcasse dì bovi, suini etc. lasciati sul terreno.

Al di fuori di ogni retorica di fronte al gravissimo disastro dell'alluvione, la Comunità locale ha dato di se ottime prove di civismo e di solidarietà.

Lo scultore Moschi lastrigiano di nascita de sempre legato alla Comunità Locale ha voluto immortalare quelle vicende in un medaglione di bronzo di pregevole fattura artistica raffigurante da un lato l'uomo nell'atto di salvare un suo simile dalla violenza delle acque, dall'altro, lo stemma del Comune di Lastra a Signa in segno di riconoscenza per l’opera svolta nel tragico evento.

Gerardo Paci
 



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