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Carlo Goldoni

Il mercato di Malmantile a.2° s. 6°


ATTO SECONDO

SCENA SESTA

Lampridio solo.

 

Tosto ch'io son venuto a Malmantile,

Quel volto signorile,

Quegli occhi, quella bocca e quel nasino

Mi han fatto per amor tornar bambino.

Della mia vedovanza

Sono annoiato e stracco,

E la voglio sposar, corpo di Bacco.

Ma... Lampridio, Lampridio... una parola:

Che dirà la figliuola?

Brigida che ha pensieri da sovrana,

Che dirà s'io mi sposo a una villana?

Eh, v'ho da pensar io.

Soddisfo il genio mio...

Ma piano un poco,

Sono un uomo civile;

Sono il governator di Malmantile.

 

Pensieri a capitolo,

Che abbiamo da far?

La carica, il titolo

Mi fanno pensar.

Mi dice l'amore:

«Contenta il tuo core»;

L'onore mi dice:

«Non fare, non lice».

Che abbiamo da far?

Nel cor poverello

Campana martello

Sentire mi par.

Che dicano, che parlino,

Che gridino, che ciarlino.

Oh, questa sì ch'è buona,

Oh, questa sì ch'è bella!

La cara villanella

Contento vuò sposar. (parte)

 



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