Data inserimento o ultima modifica:
07 luglio 2012

Lastrigiani ed ospiti illustri

Enrico Caruso, Vesti la giubba - 1902, 1904, 1907


Caruso era la stella grammofono, primo a vendere più di un milione di copie con il suo 1907 la registrazione di 'Vesti la giubba' da 'Pagliacci' l'opera di Ruggero Leoncavallo. 

Ecco le sue registrazioni dal 30 novembre 1902, prima di febbraio 1904 e il 17 marzo 1907.

Vesti la giubba è considerato uno dei più commoventi arie del repertorio operistico. 

Il dolore di Canio (Caruso) è ritratto in aria ed esemplifica l'intero concetto del 'tragico pagliaccio': sorridente all'esterno, ma piangere sulla parte interna. 

Questo è ancora oggi esposta come il motivo pagliaccio caratterizza spesso il dipinto su lacrima che scende sulla guancia del performer.


Recitar! Mentre preso dal delirio!
Non so più quel che dico
e quel che faccio!
Eppur è d'uopo sforzati!
Bah! Sei tu forse un uom?
Tu sei Pagliaccio!

Vesti la giubba
Ela faccia infarina.
La gente paga e rider vuole qua.
E se Arlecchin t'invola Colombina,
ridi, Pagliaccio, e ognun applaudirà!
Tramuta in lazzi
lo spasmo ed il pianto;
in una smorfia il singhiozzo
e'l dolor! Ah!
Ridi, Pagliaccio,
sul tuo amore infranto.
Ridi del duol che t'avvelena il cor.


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