Data inserimento o ultima modifica:
17 agosto 2018

Diari lastrigiani

1896,la lotta delle trecciaiole,27 Maggio:«Nessun dorma»



(17 giugno 2016 - 26 agosto 2016)

Fieramosca 27 Maggio 1896
Notizie da Signa
L’adunanza dei Fattorini
La riunione dei fattorini primari riuscì numerosissima e furono prese le seguenti deliberazioni:
- Dare immediata attuazione delle decisione prese nella riunione dei Commercianti presso la Camera di Commercio del giorno 22 Maggio corrente.
- Far premura presso l’on. Presidente della Camera suddetta perché questi richiami i suindicati negozianti a stabilire per i cappelli di nuova fabbricazione un prezzo che non sia lesivo dei loro interessi.
- Di chiedere a tale effetto che il prezzo della paglia da corrispondere sia non minore di centesimi 25 per il “Cadetto” e di centesimi 30 per la “Monachina” al netto dello sconto.

Dalla presa visione di queste deliberazioni si capisce che la questione non è per niente appianata nei rapporti fra Commercianti e Fattorini.
Una pubblica sottoscrizione apertasi nelle diverse frazioni del Comune a cura dei commercianti della paglia e delle persone abbienti ha dato ottimi risultati:
furono infatti distribuiti 90 centesimi per ogni donna, sia bambina che adulta.

Il Sindaco Cappiardi, il Segretario avv. Tenossi, l’intera Giunta, il nostro Pretore avv. Martelli, si adoprarono grandemente per riportare la calma.
Nel nostro Comune, a dire il vero, non si ebbe a deplorare nessuno di quelli eccessi che commossero tanto le popolazioni di altre comunità.
Le dimostranti nel maggior numero dei casi furono remissive all’Autorità.
Perciò sono commentatissimi gli arresti a cui si procedè ieri di alcuni pretesi sobillatori delle trecciaiole, che a dire il vero non ebbero altri incitatori che la loro miseria e la giustizia della loro causa, da tutte indistintamente condivisa.

Lastra a Signa 26 Maggio (ore 8)
La tranquillità è tornata e le trecciaiole fanno ressa alle case dei Fattorini primari per aver lavoro, liete, almeno per ora, dell’aumento di mercede ottenuta.
Dappertutto si lavora; le fabbriche riaperte hanno aumentato di attività e di lavoranti per recuperare il tempo perduto.
Anche lungo la strada del tram le donne fanno la treccia.

Dalla Lastra è partito lo Squadrone di Cavalleria che era stato inviato per tutelarvi l’ordine pubblico e partirà in giornata anche la Compagnia del Genio.
Speriamo che i provvedimenti presi siano efficaci e duraturi e che la nostra trecciaiola, ieri tanto commossa ed agitata, torni ora ad allietare con i canti le nostre contrade, e a esser gioia e risorsa nella sua famiglia.

I gravi fatti di Empoli Empoli, 26 Maggio (mattino)
Migliaia di persone, uomini e donne, con bandiere e cartelli portanti la scritta “Pane e Lavoro”, si riunirono sotto il Palazzo comunale.
Parlò il Sindaco Paolo Del Vivo, ma non fu accolto benignamente, anzi fece un tal effetto che i dimostranti cominciarono a fischiare, ad urlare e anche a lanciar sassi alle finestre.
Intanto in altra parte del paese (Via Chiara) si riunivano tutte le rivestitrici dei fiaschi e si recavano alla Fornace di vetri del Sig. Carlo Del Vivore - clamare per la diminuzione del salario.
I dimostranti, uniti alle trecciaiole di Fontanella, si recarono di nuovo al Palazzo comunale e cominciò di nuovo la sassaiola.
Fu a quel punto che la Compagnia del 5° Fanteria occupò tutti gli sbocchi a Via Giuseppe del Papa.
I soldati avevano le baionette innestate e ciò fece inasprire ancor di più i dimostranti.
Il Delegato, su consiglio di qualche popolano, fece rientrare le truppe nei loro accantonamenti, e per incanto tornò la calma.
Gli egregi fratelli Bini distribuirono di persona del pane ai dimostranti.
Ad Empoli è giunta altra truppa.

Brozzi 26 Maggio (mattino)
La calma è tornata in tutte le frazioni del Comune.

Gli strascichi dell’agitazione Sesto F.no 26 Maggio
Da iermattina tutto calmo, meno le grida e gli urli indirizzati a due noti industriali della paglia e quei pochi vetri delle loro case e alcune trecce strappate la settimana scorsa, ma nessun altro danno abbiamo a lamentare.
Se questo sciopero è finito con così poco danno è da attribuire alle buone promesse, che speriamo siano mantenute, fatte dagli industriali alle trecciaiole e all’attività spiegata dal nostro Sindaco Ing. Arnoldo Gori, coadiuvato da alcuni consiglieri della minoranza repubblicana e socialista.
Fu da tutti deplorata l’assenza completa dei consiglieri moderati e specialmente degli assessori.
Presto vedremo il paese sgombro dalla truppa.

San Casciano Val di Pesa (26 Maggio – Mattino)
Lo sciopero continua calmissimo.
Niente ci fa prevedere che l’ordine pubblico sia disturbato.
Il pro-sindaco Pierozzi ha fatto affiggere un manifesto con le delibere della Camera di Commercio, con l’invito alla calma da parte di tutti.
Vi confermo che circa 30 scioperanti hanno querelato i due carabinieri a cavallo di Tavarnelle per ingiurie e lesioni.
Il fatto, come i lettori sicuramente ricorderanno, avvenne al ritorno da Mercatale. Invitiamo caldamente il pro-sindaco a seriamente occuparsi dello stato di queste povere trecciaiole, perché al più presto sia dato loro ciò che giustamente reclamano ed intanto si pensi ad elargire dei sussidi a chi ne ha necessità strettissima.

Per ora regna la maggior calma e prevedo che questa non sia turbata.
Simili notizie giungono anche da Mercatale, Romola e Cerbaia.
Però , colà, nessuna donna fa la treccia.

N. B:
Nessun dorma, così ho intitolato questa puntata sull’agitazione delle trecciaiole.
Nessun si illuda che tutto sia finito; occhi aperti per controllare che qualche velenoso strascico della situazione sia presente tuttora.
Abbiamo visto le situazioni di Empoli e Sesto F.no.
Là dove ci sono stati più contati con la classe imprenditoriale (Brozzi, Peretola, San Piero e Campi) là c’è ora rilassatezza e calma dopo tante disavventure
La gente vuol tornare a vivere; d’altra parte chi ha cominciato in ritardo a protestare, non ha dato ancora fondo alla rabbia contro fattorini e negozianti.
E’ riapparsa sulla scena una Compagnia del 5 ° Reggimento Fanteria;
il nostro giornale, che continua a tessere le lodi dell’Autorità civili e militari, ha nella riconoscenza dei diritti delle trecciaiole il punto cardine da cui partire per dipanare una matassa aggrovigliata di incidenti che non scalfiscono la ragione della verità.
La povera gente va sempre aiutata.

A cura di:Renzo Bernardi





Una trecciaiola fotografata durante il lavoro
Una trecciaiola fotografata durante il lavoro
Una trecciaiola fotografata durante il lavoro
Lavorazione della paglia a Lastra a Signa (fabbrica Andrei)
Lavorazione della paglia a Lastra a Signa (fabbrica Andrei)
Lavorazione della paglia a Lastra a Signa (fabbrica Andrei)


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