Data inserimento o ultima modifica:
17 agosto 2018

Diari lastrigiani

1896,la lotta delle trecciaiole,25 Maggio:arresto delle sobillatrici



(17 giugno 2016 - 26 agosto 2016)

Fieramosca 25 Maggio 189


L’agitazione a San Casciano (23 Maggio ore 18) 
Alle 12 giunge notizia mediante il telefono del tram che le scioperanti di Montebuoni e Tavarnuzze (Comune del Galluzzo), sarebbero giunte qui alle 13.
Le Autorità locali corrono al telegrafo per chiedere rinforzi e istruzioni.
Guardie municipali e Carabinieri sono andati alla Stazione, ove viene tirato un cordone.
Tutto il paese si riversa quaggiù.
Varie botteghe di forni ed altri generi chiudono ermeticamente per tema di subire degli assalti.

Giungono alle 13 le Galluzzine e trovano sbarrata, come detto, la via.
Nascono delle proteste.
Allora si chiama il pro-Sindaco Pierozzi;
il quale le accompagna dal pretore che ordina che si rompa il cordone e si lascino passare le scioperanti.
Un lungo applauso accoglie queste diposizioni.

Principia lo sfilamento.
In testa stanno quelle di Tavarnuzze.
Dopo quelle di Montebuoni e in ultimo quelle di San Casciano.
Saranno circa 500.
Si grida: “Si vuole l’aumento delle trecce; pane e Lavoro”.
I Carabinieri scortano le scioperanti, le quali percorrono l’intero paese mentre dalle finestre vengono gettate trecce e paglia con grida di “Viva l’Union e” e poi spezzate, strappate, lacerate e bruciate.
Le strade sono ingombre di questa merce lacerata.
Giunte le dimostranti alla fabbrica Bandini (che è chiusa da due giorni ermeticamente) succede un pandemonio universale.

Quindi le scioperanti ripercorrono il paese un'altra volta in mezzo alla più grande curiosità.

Giunte nuovamente alla Stazione, il maresciallo e il Pretore le pregano di sciogliersi, e così succede senza alcuno incidente.
Le scioperanti di fuori, avendo dichiarato che prima di ripartire volevano mangiare, il pro-sindaco, con altri assessori, ordina alla Tra ttoria Anichini che si dia a tutte – quelle di fuori beninteso - da mangiare a spese del Comune, ed il negoziante trecciaiolo Franchi elargì loro il vino.
Applausi.
Alle 16 le trecciaiole sono ripartite per Tavarnuzze e Montebuoni accompagnate per un buon tratto di strada dalle Sancascianesi e al momento di lasciarsi hanno stipulato il patto di non riprendere più una treccia in mano fino a nuovo ordine.
La Polizia si è portata assai bene.
Fu solo arrestato un certo Giovanni Poggiali ma lo rilasciarono subito perché riconosciuto innocente.

Lo sciopero qui continua legalmente.
Saranno in tutte circa 400.
Lo sciopero seguita pure alle frazioni del Comune: Romola e Cerbaia.
In questi due villaggi saranno circa 300.
Mentre scrivo parte un gruppo di circa 100 di quelle disperate con bandiere per Mercatale (frazione di questo Comune) dove lavorano le trecciaiole che esse vogliono persuadere allo sciopero.
Per Mercatale sono partiti anche vari Carabinieri.

L’Adunanza dei Fattorini Brozzi (23 notte)
Come preannunciato, stasera nel Municipio ebbe luogo l’adunanza dei Fattorini residenti in questo comune.
Venne presieduta dal Sindaco Cecchi, aiutato da Benv enuti e Stagi.
Sono intervenuti:
Luigi Stagi, Oreste Del Perugia, E. Vannucchi, Ferdinando Temperani, Michele Tarbagli, Augusto Baldinotti , Emilio Pancani (di Brozzi); Cesare Nesi di Quaracchi, Modesto Baccini, Graziano Romoli e Vinc enzo Fanfani rispettivamente da Peretola e Petriolo.
Dopo una larga discussione, su proposta di Paolo Rastrelli, venne approvato che i cappelli, che saranno confezionati da oggi in poi siano distinti, con uno speciale contrassegno, da quelli che ora formano lo stock di riserva dei fattorini stessi.
Il contrassegno consiste nel lasciare, nell’interno del cappello, il “filo buzzegolo nel cucuzzolo”.
Fu pure deliberato che i fattorini metteranno mano al lavoro non appena ricevuto gli ordini dai negozianti, che saranno officiati in proposito domani domenica.

La Camera del Lavoro
La Camera del Lavoro trasmise ieri una Memoria ai deputati interroganti il Ministro degli Interni circa il divieto ad essa opposto di occuparsi dell’agitazione delle trecciaiole.
L’on. Zavattari ha scritto che si è associato all’interrogazione dell’on. Costa.
La stessa Camera del Lavoro sollecita tutti i detentori di schede per la sottoscrizione a favore delle trecciaiole più bisognose di volerle rimettere alla Sede di detta Camera entro oggi.

L’arresto di tre donne a Peretola (24 Maggio mattino)
Ad onta di tutte le pratiche, che continuamente vanno facendo i funzionari dell’Autorità, l’agitazione non cessa.
Si vedono dei gruppi di donne, specialmente a Peretola.
In seguito al perdurare dello sciopero, I’Isp Capo Gotti decise di procedere all’arresto delle donne ritenute le più turbolente agitatrici.
Infatti fin dalle quattro, ieri sulla Piazza di Peretola si notava un insolito apparato di Forze.
Vi si trovava schierata la Compagnia del 67° Fanteria, comandata dal Capitano Della Gatta.
Le persone che si cercavano non si sono trovate.
Si decise che l’operazione si sarebbe effettuata la notte.
Infatti, stamani all’alba, poco prima delle cinque, il Delegato Stagni andò nell’abitazione della trecciaiola Annunziata Cambi di anni 35 e di Miriam Bianconi di anni 17.
Le trovò che erano in letto.
Intimò loro di arrendersi;
le due donne prima protestarono, dissero di non esser colpevoli se non per aver commosso le compagne e perciò si meravigliavano di esser agli arresti.
Poco dopo si persuasero e seguirono il funzionario.
Contemporaneamente veniva tratta in arresto da parte del Delegato Soldaini la Barsene Conti detta la Gabbia, o la Bardissera perché si ritiene essere la maggior sobillatrice, quella che più eccitava le altre.
Le tre donne furono stamane alle 6 scortate fino a Firenze per esser rinchiuse nel Carcere Femminile di Santa Verdiana.
In una vettura, accompagnate da vari Carabinieri, furono poste la Conti e la Bianconi;
in un'altra la Cambi, tradotta dai Carabinieri Temperini e Susini.
In paese si sono formati capannelli e dunque si crede che ci saranno altri arresti.

A cura di:Renzo Bernardi





Barsene Conti, tratta in arresto perché ritenuta la maggior sobillatrice
Barsene Conti, tratta in arresto perché ritenuta la maggior sobillatrice
Barsene Conti, tratta in arresto perché ritenuta la maggior sobillatrice
La facciato del Palazzo del Podestà al Galluzzo
La facciato del Palazzo del Podestà al Galluzzo
La facciato del Palazzo del Podestà al Galluzzo


About

Autori e collaboratori
Privacy Policy
Precisazioni sulla normativa cookie
Disclaimer
Visite al sito
Indice generale immagini

Collegamenti ai siti esterni

I collegamenti (link) che dalle pagine di questo sito permettono di visitare pagine esterne sono forniti come semplice servizio agli utenti.
I titolari di lastraonline.it non hanno alcuna responsabilità per quanto riguarda la loro interruzione ed i contenuti collegati.

Contatti