Data inserimento o ultima modifica:
13 febbraio 2016

Lastra a Signa, curiosità

Cesare Beccaria
Dei delitti e delle pene - Oscurità delle leggi


Se l'interpetrazione delle leggi è un male, egli è evidente esserne un altro l'oscurità che strascina seco necessariamente l'interpetrazione, e lo sarà grandissimo se le leggi sono scritte in una lingua straniera al popolo, che lo ponga nella dipendenza di alcuni pochi, non potendo giudicar da se stesso qual sarebbe l'esito della sua libertà, o dei suoi membri, in una lingua che formi di un libro
solenne e pubblico un quasi privato e domestico.

Che dovremo pensare degli uomini, riflettendo 
esser questo l'inveterato costume di buona parte della colta ed illuminata Europa!

Quanto maggiore 
sarà il numero di quelli che intenderanno e avranno fra le mani il sacro codice delle leggi, tanto men frequenti saranno i delitti, perché non v'ha dubbio che l'ignoranza e l'incertezza delle pene aiutino l'eloquenza delle passioni.

Una conseguenza di quest'ultime riflessioni è che senza la scrittura una società non 
prenderà mai una forma fissa di governo, in cui la forza sia un effetto del tutto e non delle parti e in cui le leggi, inalterabili se non dalla volontà generale, non si corrompano passando per la folla degli interessi privati.

L'esperienza e la ragione ci hanno fatto vedere che la probabilità e la certezza
delle tradizioni umane si sminuiscono a misura che si allontanano dalla sorgente.

Che se non esiste 
uno stabile monumento del patto sociale, come resisteranno le leggi alla forza inevitabile del tempo e delle passioni?

Da ciò vediamo quanto sia utile la stampa, che rende il pubblico, e non alcuni pochi,
depositario delle sante leggi, e quanto abbia dissipato quello spirito tenebroso di cabala e d'intrigo che sparisce in faccia ai lumi ed alle scienze apparentemente disprezzate e realmente temute dai seguaci di lui.

Questa è la cagione, per cui vediamo sminuita in Europa l'atrocità de' delitti che
facevano gemere gli antichi nostri padri, i quali diventavano a vicenda tiranni e schiavi.

Chi conosce 
la storia di due o tre secoli fa, e la nostra, potrà vedere come dal seno del lusso e della mollezza nacquero le più dolci virtù, l'umanità, la beneficenza, la tolleranza degli errori umani.

Vedrà quali 
furono gli effetti di quella che chiamasi a torto antica semplicità e buona fede: l'umanità gemente sotto l'implacabile superstizione, l'avarizia, l'ambizione di pochi tinger di sangue umano gli scrigni dell'oro e i troni dei re, gli occulti tradimenti, le pubbliche stragi, ogni nobile tiranno della plebe, i ministri della verità evangelica lordando di sangue le mani che ogni giorno toccavano il Dio di mansuetudine, non sono l'opera di questo secolo illuminato, che alcuni chiamano corrotto.




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