Data inserimento o ultima modifica:
06 febbraio 2018

Lastrigiani ed ospiti illustri

La Chimera


Non so se tra roccie il tuo pallido 
Viso m'apparve, o sorriso 
Di lontananze ignote 
Fosti, la china eburnea 
Fronte fulgente o giovine 
Suora de la Gioconda: 
O delle primavere 
Spente, per i tuoi mitici pallori 
O Regina o Regina adolescente: 
Ma per il tuo ignoto poema 
Di voluttà e di dolore 
Musica fanciulla esangue, 
Segnato di linea di sangue 
Nel cerchio delle labbra sinuose, 
Regina de la melodia: 
Ma per il vergine capo 
Reclino, io poeta notturno 
Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo, 
Io per il tuo dolce mistero 
Io per il tuo divenir taciturno. 
Non so se la fiamma pallida 
Fu dei capelli il vivente 
Segno del suo pallore, 
Non so se fu un dolce vapore, 
Dolce sul mio dolore, 
Sorriso di un volto notturno: 
Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti 
E l'immobilità dei firmamenti 
E i gonfi rivi che vanno piangenti 
E l'ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti 
E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti 
E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera. 



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