Data inserimento o ultima modifica:
22 aprile 2019

W.Baccacini, M.Stecchi, F.Zeffirelli, L.Londi e F.Rafanelli in
W.Baccacini, M.Stecchi, F.Zeffirelli, L.Londi e F.Rafanelli in "Euridice"
W.Baccacini, M.Stecchi, F.Zeffirelli, L.Londi e F.Rafanelli in "Euridice"
Dino Dondi, Laura Londi e Mario Del Monaco in
Dino Dondi, Laura Londi e Mario Del Monaco in "Otello"
Dino Dondi, Laura Londi e Mario Del Monaco in "Otello"
Laura Londi con Gianno Raimondi, Montserrat Caballè e Bruno Bartoletti in
Laura Londi con Gianno Raimondi, Montserrat Caballè e Bruno Bartoletti in "Roberto Devereux"
Laura Londi con Gianno Raimondi, Montserrat Caballè e Bruno Bartoletti in "Roberto Devereux"
Lastrigiani ed ospiti illustri

Laura Londi, soprano


È artista molto versatile, riesce a piegare la voce alle diverse esigenze interpretative, così come la presenza scenica sarà sempre adeguata, per questo interpreta con eguale efficacia i ruoli più disparati.

Il 23 giugno 1960, alla Pergola di Firenze, è solista nella MESSA DA REQUIEM di Paisiello, prima ripresa dal XVIII secolo, avvenimento che richiama a Firenze tanti musicisti e recensori, che hanno parole di vivo elogio per la bellissima prova della Londi.

Nel 1962 è in Israele, Donn'Anna in DON GIOVANNI di Mozart, sotto la bacchetta di Igor Marckevic.

Ripeterà la tournée due anni dopo, con la stessa opera, diretta da Carlo Maria Giulini, interpretando Donna Elvira.

Ricordiamo, altre recite: a Catanzaro è ADRIANA LECOUVREUR (con Annaloro). Nell'aprile 1963, al festival di Strasburgo, è Maria in SIMON BOCCANEGRA, e a quello di Bilbao è Elsa in LOHENGRIN.

Nel 1965 è alla Scala in CLITENNESTRA di Pizzetti.

Nel marzo 1969 al Verdi di Trieste è Donn'Anna ne IL CONVITATO DI PIETRA di Dargomizskij (Juan Oncina, direttore Ferruccio Scaglia).

La sua prova è così recensita: "Laura Londi ha sentito vocalmente e drammaticamente la vibrazione della sua concitata parte che le ha concesso di espandere con ampiezza vocale un caldo talento scenico congiunto anche al rilievo psicologico nel duetto mirabile con Don Giovanni".

A Genova è Margherita in GIOVANNA D'ARCO di Honegger, diretta da Mario Rossi e a Messina è Margherita in FAUST di Gounod.

Negli anni 1970/71 comincia ad avvertire un po' di difficoltà in certe tessiture sopranili, la voce si è molto ingrossata e scurita, mentre si sente completamente a suo agio provando le parti del mezzo soprano.

Alcuni "esperti" fra cui il Maestro Labroca, le confermano che "ora è un bel mezzo soprano".

Prosegue la carriera come mezzo soprano, mantenendo le caratteristiche di versatilità che le consentono di affrontare il repertorio più vario.

Fra i ruoli del mezzo soprano, ricordiamo quello del nuovo debutto: Fidalma ne IL MATRIMONIO SEGRETO andato in scena il 4 gennaio 1972 al Municipale di Piacenza, così recensito: "... Con colorito spicco di spassosa caratterista, della Fidalma di Laura Londi".

Seguono altre opere, fra queste: UNA LETTERA D'AMORE DI LORD BYRON al Bellini di Catania. SAN FELIPE NERI di A. Scarlatti a Madrid.

Nell'ottobre 1972 al Comunale di Treviso è Neris in MEDEA (O. Santunione, P. Washington, G. Casellato Lamberti, direttore N. Rescigno).

Alla Fenice di Venezia interpreta Sara in ROBERTO DEVEREUX (con M. Caballè, G. Raimondi, direttore B. Bartoletti), che viene riportata anche in cd.

Nel gennaio 1973 è al Petruzzelli di Bari ne IL RITRATTO di S. Allegra.

Partecipa alla prima esecuzione moderna del MISERERE di Ferdinando G. Bertoni, che viene eseguito al "Settembre Musicale di Portofino 1974" e poi in altri teatri.

Nel settembre successivo interpreta arie di A. Scarlatti: "con accentuazioni di rilievo, arco vocale pieno, bella sensibilità".

Nel 1975 interpreta La Superiora ne L'ANGELO DEL FUOCO di Prokofiev, al Comunale di Bologna, che ottiene un bel successo ed è replicato negli anni successivi.

Fino dalla vittoria al Concorso di Bruxelles nel 1957, viene invitata per un concerto radiofonico diretto da Tito Petralia.

Ha così inizio una lunga collaborazione con la Rai dove, negli auditorium di Roma, Milano e Torino, registra le seguenti opere: DIDONE E ENEA di Purcell, LA DONNA SERPENTE di Casella, MARIA ANTONIETTA di Gargiulo, SANTA RITA DA CASCIA di Gavino Canu, ROSMUNDA di Trentinaglia, il 17 ottobre 1960 BETULIA LIBERATA di Mozart, novembre 1962 EURIDICE di Lualdi in prima esecuzione assoluta, dicembre 1962 ORLANDO di Haendel.

Partecipa ai concerti Martini & Rossi con Boris Christoff e poi con Franco Ventriglia.

Per la radio olandese interpreta MANON LESCAUT ricevendo molte lettere di ammiratori.

Nel gennaio 1963 partecipa all'inaugurazione della stagione dell'auditorium di Torino dove interpreta cinque pezzi tratti dalla raccolta
"Des Knaben Wunderhorn" di Mahler, così recensiti: "... Pagine in cui la delicatezza della vena popolare, tutta grazia viennese e Ottocentesca e pathos gentile, si accompagna ad una rara eleganza del lavoro di cesello, pagine che la raffinata arte vocale della solista Laura Londi, una cantatrice ed interprete di elette virtù, pose ieri sera nella luce più suggestiva e seducente".

Nel gennaio 1977 è impegnata alla Piccola Scala in BEGAS OPERA di Britten.

Durante le prove rimane colpita dalla bellissima voce di Carlo Meliciani, un baritono importante che non aveva mai ascoltato prima.

Questo fatto si rivelerà come il classico colpo di fulmine che può colpire anche i non più giovanissimi.

Laura reduce da un periodo piuttosto triste, si accorge che la vicinanza con Meliciani diventa sempre più cara.

Intanto l'opera va in scena alla Piccola Scala e poi in tournée in varie città della Lombardia, dell'Emilia e al Massimo di Palermo.

In questo periodo i due artisti cementano sempre più la loro amicizia che, diventata amore, verrà consacrata nel matrimonio che viene celebrato nel novembre 1977.

La carriera si protrae fino al 1981, con (addio dopo ANDREA CHÉNIER (Contessa alla Scala, ma sarà presente, fino ai nostri giorni, in alcuni concerti.

Laura Londi e Carlo Meliciani, da Milano si trasferiscono a Treviglio e recentemente a Empoli, dedicandosi all'insegnamento.

In questa nuova veste, si recano anche in Corea per tenere dei corsi (come precedentemente aveva fatto Gino Bechi) ai docenti dei vari conservatori.

A conclusione, sottolineo ancora una volta le belle qualità di Laura Londi, ad iniziare dalla bellezza della voce che, da sempre, colpisce fino dal primo ascolto e che un critico come Giulio Gonfalonieri, fra gli altri, ha giustamente sottolineato: "Le caratteristiche della voce della Londi, si possono così riassumere: timbro di eccezionale purezza e delicatezza, smaltatura preziosa, attacchi soavemente flautati, calore dell'impasto e fraseggio magistralmente impostato, ricco di suggestive legature, il tutto unito ad una ottima dizione".

Versatilità diinterprete, bella ed efficace presenza scenica.

Questa somma di qualità ha dato come risultato una bella carriera internazionale con un repertorio che spazia dagli albori dell'opera fino ai contemporanei.

Ma avrebbe meritato di più.

Fra tante belle interpretazioni hanno un particolare rilievo quelle di Mimì, Alice, Poppea e Desdemona.

Da: Dal grande Caruso al piccolo Caruso.
Il belcanto in Toscana di Mario Del Fante
su autorizzazione dell'autore

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W.Baccacini, M.Stecchi, F.Zeffirelli, L.Londi e F.Rafanelli in "Euridice"
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Dino Dondi, Laura Londi e Mario Del Monaco in "Otello"
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