Data inserimento o ultima modifica:
06 luglio 2012

Lastrigiani ed ospiti illustri

Leoncarlo Settimelli, OLTRETORRENTE - Arditi del Popolo



"Siam del popolo gli arditi" - Canzoniere Internazionale

Brano composto da Leoncarlo Settimelli riprendendo solo
parzialmente alcune strofe dell'antico canto originale di cui
sono andati purtroppo persi sia testo che nome dell'autore.
Nel tumultuoso periodo seguente la Prima Guerra Mondiale 
gli Arditi del Popolo costituivano nei luoghi di lavoro e sul 
territorio le uniche formazioni strutturalmente in grado di 
opporsi alla violenza del dilagante terrorismo squadrista. 
Generati spontaneamente dal grembo stesso della volontà 
popolare essi acquisirono ben presto coscienza del proprio 
ruolo e consistenza tale da essere in grado di svolgere 
appieno il compito antagonista cui erano destinati.
La loro solida realtà combattente venne però delegittimata 
e dispersa dall'ottusa decisione dei vertici del variegato 
fronte di partiti politici aderenti all'opposizione democratica 
di frammentare la lotta contro il nascente regime in tanti
piccoli rivoli, minandone così forza ideale, capacità reattiva
ed azione propositiva; una scelta colpevole e sciagurata che 
condannò l'Italia inerme al tragico ventennio in camicia nera.
Gli Arditi del Popolo, appoggiati ufficialmente e sostenuti 
concretamente dal solo movimento libertario, specie l'UAI
(Unione Anarchica Italiana) che ne alimentava base militante 
e quadri dirigenti, pagheranno in prima persona lo scotto 
dell'isolamento con la sconfitta sul campo e la inevitabile 
repressione, per poi risorgere nei giorni del riscatto con la 
lotta di Resistenza e la rivincita finale della Liberazione.
Ma ancor prima che tutto ciò accadesse il Loro eroismo 
troverà tempo e modo di scrivere una delle pagine più belle 
nella storia della libertà del nostro popolo. 
A Parma nell'Agosto del '22, fra le povere case e gli stretti vicoli 
dell'Oltretorrente, un pugno di donne ed uomini degni d'essere 
chiamati tali, prese letteralmente a calci in culo un esercito 
di 20.000 squadristi, capitanati dai gerarchi Farinacci e Balbo, 
costringendoli alla resa e alla più vergognosa delle fughe.
Un'estate di tanti anni fà sul selciato rovente nelle crepe dei muri
lungo gli argini del fiume ovunque fu' versato quel sangue ribelle 
lì giaccia in eterno insieme alla nostra memoria riconoscente.



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