Lastrigiani ed ospiti illustri

Alberto Caverni, Cenni biografici


Nasce a Lastra a Signa il 21 marzo 1921, da Guglielmo e Piccini Amelia, e compie il corso di studio elementare alla scuola locale delle “Due Madonne” . 

Ama la meccanica, e le prime esperienze lavorative sono presso la ditta Corsi a Signa, due stanzoni nei pressi della “passerella”, dove si costruivano e vendevano biciclette; a sedici anni passa all'officina meccanica da Garigliani a Calcinaia, frazione di Lastra a Signa. 

Nel 1929 è all’’aeroporto di Peretola come meccanico di motori d’aerei, e un anno dopo a quello di Pisa. 

Durante la seconda guerra mondiale, per “problematiche” all’occhio sinistro non lo arruolano in aviazione, ed è impiegato nell’esercito come radiotelegrafista a Zara. (In Croazia nel 2017).

Nel frattempo studia privatamente e il 3 Settembre 1943, usufruendo di dieci giorni di permesso, si diploma in terza commerciale alla scuola “Pinucci” di Lastra. 

Dopo l’8 Settembre si rifugia nelle campagne locali, e nel primo dopoguerra si segnala tra i maggiori esponenti della cultura antifascista locale e fiorentina.

Nel 1945 fonda la rivista “Torrente” foglio d’arte e di letteratura con taglio politico-culturale, stampato a Signa; due numeri cui aderiranno, tra gli altri, Vinicio Berti, Gualtiero Nativi, Bruno Brunetti, Alvaro Monnini.

In questo periodo produce le opere poetiche più importanti, (nel 1948 una sua poesia vince un premio nazionale indetto dalla RAI) ispirate a libertà e dignità umana.

Tra la fine degli anni quaranta e i primi anni cinquanta collabora attivamente a riviste e giornali toscani (Toscana Nuova, La Nazione del popolo, Il Nuovo Corriere, La Montagna,) e riviste nazionali, ( Politecnico, Campi Elisi, Rinascita) oltre a pubblicare due opere di poesia, Un compagno ti scrive, e Poesia delle conseguenze.

In questo periodo lavora come operaio alla Manifattura di Signa (rilevata nel 1943 dall’ingegner Ovaldo Coisson, nel periodo 1947-1952 passa alla Contessa Elvina Pallavicini di Roma) divenendo in seguito capo della commissione interna del sindacato.

Chiude l’esperienza lavorativa alla Manifattura nel 1952, e si mette in proprio producendo ceramica di piccole dimensioni in una stanza nella zona delle Due Madonne a Lastra;
poi sposta la sede prima in due locali in zona Barberino, in seguito nella zona dell’attuale via Togliatti, sempre a Lastra.

In questa sede, fonda nel 1956 l’atelier di produzioni artistiche in ceramica “La Cava”, in società con i pittori Bruno Brunetti e Mario Nuti, facenti parte del gruppo toscano dell’astrattismo classico, producendo opere artistiche che gli valgono vari premi e riconoscimenti.

Caverni nel frattempo collabora attivamente con le istituzioni locali e l’associazionismo per la promozione culturale, impegno che lo vede, nel 1959, tra coloro che promuovono la fondazione della Biblioteca Comunale di Lastra.

Le competenze complessive maturate, lo portano infine a trovare un impiego come Direttore della ceramica artistica Alvino Bagni agli inizi degli anni sessanta; ditta importante, che giunse ad avere oltre 100 operai, e in cui rimarrà fino a quando la malattia (Morbo di Parkinson) non lo costringerà ad abbandonare l’attività lavorativa. 

Muore nel 1980.

Nell’Ottobre 2012, nella sede di via Togliatti, è stata inaugurata ad Alberto Caverni la sala di lettura della Biblioteca Comunale di Lastra. 

Fonti:

Vera Caverni: testimonianza orale su Alberto Caverni ,
Racconti: Il pesco, e Incontro nel bosco 

"Forse nessuno ricorda il giorno e l'ora" film di Marcello Benvenuti e Paolo Matassini.

Andrea Lemmi ha fornito la raccolta di scritti " Poesia delle conseguenze" edizioni del Corbellino. con disegni di Vinicio Berti e Bruno Brunetti e le foto delle ceramiche "La Cava".

Alberto Caverni,in: Comune di Lastra a Signa, 50° Anniversario resistenza e liberazione, 1994



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