Data inserimento o ultima modifica:
15 agosto 2018

Dizionario geografico fisico storico della Toscana (Emanuele Repetti, anno 1833)

CARMIGNANO (Carminianum) in Val d’Ombrone pistojese


CARMIGNANO (Carminianum) in Val d’Ombrone pistojese.

Terra, già castello, capoluogo di piviere, di Comunità e di Potesteria nel Vicariato Regio di Prato, Diocesi di Pistoja, Compartimento di Firenze.

Risiede sul fianco orientale del Monte Albano che stendesi fino all’Ombrone fra i torrenti Turba ed Elsana; in un suolo famoso per i suoi vini, nel grado 28° 39¢ 4² di longitudine, 43° 49¢ di latitudine, 13 miglia toscane a ponente di Firenze, 8 a scirocco di Pistoja, a 5 a libeccio di Prato.

La memoria più vetusta di questa Terra mi parve vederla in un privilegio di Ottone III, dato in Roma il 25 febbrajo del 998 a favore di Antonio vescovo di Pistoja, cui confermò tra gli altri luoghi della sua Diocesi la Corte di Carmignano.

Era divenuto un forte castello di frontiera dei Pistojesi, quando tentarono di averlo, nel 1154, i Pratesi sollecitati e soccorsi dai Fiorentini, ai quali ultimi riuscì di impadronirsene, nel 1228, l’anno stesso in cui Firenze pose in campo la prima volta il suo Carroccio.

Nella pace conclusa fra le parti belligeranti i Pistojesi dovettero promettere di non rifabbricare alcuna sorta di fortificazione sul poggio dive esisteva l’altra torre di Carmignano, smantellata per ordine dei vincitori, ad onta specialmente di un segno marmoreo che faceva le fiche a Firenze, per cui presso il popolo fiorentino quella torre passò in proverbio.

Cotali patti umilianti vennero dimenticati appena si offrì favorevole occasione di guerra ai Pistojesi, i quali nello stesso secolo XIII rialzarono sul poggio di Carmignano una nuova rocca.

Ma tanto questa quanto il sottostante castello dovettero vedere col principio del secolo susseguente un altro padrone nella persona di Musciatto Franzesi, cui fu dato in dono Carmignano da Carlo di Valois, in ricompensa forse di aver accolto nel suo castello di Staggia gli armati spediti da Filippo il Bello, per impossessarsi in Anagni di Bonifacio VIII.

La rocca di Carmignano, dopo la resa di Pistoja (anno 1306) fu venduta da Musciatto ai Fiorentini che tosto la fecero disfare, ritenendo la Terra e distretto di Carmignano, sino a che quei terrazzani, con atto del 18 dicembre 1314, vollero ritornare sudditi ai Pistojesi.

Ma tiranneggiando aspramente quelle popolazioni il genero di Castruccio (Filippo Tedici) i Carmignanesi nel gennajo del 1325 deliberarono rendersi di propria volontà alla Signoria di Firenze, la quale affrancò quei terrazzani per sette anni, e dichiarò il loro territorio distrettuale del contado fiorentino.

Sennonché, dopo la rotta dell’Altopascio, Castruccio avanzandosi vittorioso verso Firenze, sul cadere dell’anno
1325 investì e ben presto si impossessò del castello di Carmignano e della sua rocca.

Il quale castello egli attese a fortificare di mura, di battifolli, di fosse e di munizioni col disegno di fare costà il suo quartiere generale e la sede della guerra: siccome poco dopo fu nel distretto di Carmignano il campo di battaglia, dove l’astuto capitano lucchese sorprese e ruppe l’agguato tesogli dal generale de’Fiorentini, cui fece mozzare al testa per crescere vieppiù l’onta dei suoi nemici.

Ma la morte di Castruccio avendo rincorato l’animo dei Fiorentini, essi rivolsero tosto le loro armi alla conquista di Carmignano, verso dove inviarono 5000 fanti e 800 cavalieri.

Da venti parti fu investito il grande recinto della Terra, nella quale dopo aspra e lunga battaglia entrarono gli assalitori (16 settembre 1328) intanto che la numerosa guarnigione si difese otto giorni più nella rocca e nel suo girone.

Ebbe di tale acquisto Firenze grande allegrezza, nel di cui gran consiglio fu messo a partito, se disfare si dovesse il castello e la rocca di Carmignano per timore di altro potente (Lodovico il Bavaro) nemico della Repubblica.

Vinse però il partito di ritenere il castello, di ristringere il giro delle sue mura e di rafforzare al rocca e il suo girone.
(GIOVANNI VILLANI, Cronica, libri IX e X).

Nella quale deliberazione fu anche deciso, che Carmignano con il suo distretto si ascrivesse in perpetuo al fiorentino contado.

E così fu fatto: siccome lo provano i capitoli della pace conclusa coi Pistojesi, e il sindacato che, nel 12 dicembre 1331, fu dato a fra Jacopo di Carda converso della Badia di Settimo, mentre lasciava l’ufizio di camarlingo del Comune di Firenze per le spese fatte alle fortificazioni della Terra di Carmignano.
(ARCH. DIPL. FIOR., Carte di Castello)

Chi visita questa Terra resta sorpreso di non trovare alcun indizio di tante decantate fortificazioni, e di vedere un paese aperto di due borghi staccati, il più alto dei quali conserva il nome di Castello, probabilmente per essere al suo ridosso la semidiruta rocca, convertita oggi nel palazzo pretorio.

L’antica sua pieve e arcipretura (S. Michele) esisteva nel borgo superiore, traslocata da pochi anni nel più vasto tempio di S. Francesco, già dei Frati minori Conventuali, situato nel borgo inferiore, e dove esiste un malconcio quadro del Pontormo.

– Essa è matrice dei seguenti popoli.
1. S. Cristina ai Pilli;
2. S. Maria a Bonistallo;
3. SS. Stefano e Cristina a Mezzana;
4. S. Lorenzo a Montalbiolo;
5. S. Pietro a Vergereto.

Comunità di Carmignano.

– In territorio distrettuale di Carmignano occupa una superficie di 13004 quadrati, dei quali quadrati 351 sono presi da corsi d’acqua e da strade.

Ha di popolazione 8495 abitanti, a ragione di 520 individui per ogni miglio quadrato di suolo imponibile.

Confina con 8 Comunità.

A ostro mediante l’Arno ha di fronte per breve cammino nello stretto della Golfolina la Comunità di Montelupo, a partire contr’acqua dalla barca di Camajone;
ma poco distante trova sulla sinistra dell’Arno medesimo la Comunità della Lastra, con la quale si accompagna sino alla confluenza dell’Ombrone pistojese, mediante il quale confina dal lato di levante con la Comunità di Signa sino al ponte dell’Asse sulla strada Regia Pistojese.

Costà tocca una tangente della Comunità di Campi, alla quale resta a contatto la Comunità di Prato, che s’incontra con quella di Carmignano prima di arrivare al Ponte al Mulino.

Qua piegando a grecale prosegue contro al corrente dell’Ombrone, passa sulla testata meridionale del Ponte sospeso delle Regie cascine del Poggio a Cajano, e quindi cavalca il Ponte a Tigliano, per giungere alla foce del torrente Stella.

A questo punto lascia l’Ombrone e la Comunità di Prato, e trova dal lato di maestro quella di Tizzana, con la quale confina, prima mediante il torrente Stella , poi per il rio di Salceto che lascia alla strada di Spazzavento, con la quale forma un angolo rientrante e sale con essa sulla cima del Monte Albano.

Al piano della Torre di S. Alluccio tocca la Comunità di Vinci; e voltando la fronte a libeccio si dirige insieme con essa Comunità per l’antico stradone del Barco Reale lungo il giogo di Pietra Marina sino al termine del Pescajone sulla strada che da Vitolini porta per S. Giusto a Carmignano.

A questo punto subentra la Comunità di Capraja, con la quale piega sotto la giogaja del Monte Albano sino oltrepassata la badia di S. Martino in Campo.

Giunta a Valicarda sul quadrivio della Vergine scende per il fianco occidentale del poggio di Artimino, per dove entra nella strada di Vardiavoli o Via de’Diavoli, e con essa ritorna nell’Arno alla barca di Camajone.

Fra i maggiori corsi d’acqua che traversano il territorio comunitativo di Carmignano, oltre i fiumi Arno ed Ombrone, i quali ne lambiscono i confini dal lato di ostro - scirocco sino a grecale, sono da contarsi il torrente Turba, che riunisce nel suo alveo molti rivi a ponente di Carmiganno e il torrente Elzana, o Elsana, che scende dal lato orientale del capoluogo.

Molte sono le strade rotabili comunitative che si staccano dalla Regia pistojese, la quale pur essa corre 2 buone miglia sul territorio di Carmignano.

Due vie carreggiabili partono dal Poggio a Cajano per il capoluogo della Comunità, per Comeana e Artimino; una terza si stacca dal Ponte a Signa per Artimino e per il Poggio a Cajano, luoghi entrambi celebri nella storia e che fanno parte di questa stessa Comunità.

La Pietra Marina sulla giogana di Monte Albano è il punto più eminente del territorio in questione.

Essa trovasi a 984 braccia sopra il livello del Mediterraneo.

La qualità del terreno del territorio di Carmignano appartiene per la massima parte a quello che i geologi appellano di sedimento inferiore, cui spetta il macigno e il galestro;
il primo dei quali si affaccia in grandi strati dal lato australe, specialmente nella gola della Golfolina, e nel Poggio alla Malva;
mentre il secondo predomina nella parte opposta del Monte Albano volta a levante e a grecale.

Sopra quest’ultima qualità di terreno risiede Carmignano, e in mezzo ad esso prosperano, massimamente dal lato orientale verso la collina di Montalbiolo, quelle viti che forniscono il brillante Carmignano , uno dei migliori e più ricercati vini della Toscana.

Ne è sola la vite che abbonda costà, ma l’ulivo, il gelso, le piante pomifere e i fichi forniscono copiose raccolte.

Le granaglie sogliono più che altrove seminarsi nelle piagge fra gli ulivi e nella pianura lungo la strada Regia pistojese in un suolo avventizio stato in gran parte palustre.

Il loro prodotto basta e spesso avanza al consumo della popolazione: così il bestiame da frutto, sia vaccino, sia porcino.

Quest’ultimo ha il suo maggior pascolo sul dorso del Monte Albano, sparo di prati naturali, di boschi e di selve di castagni.

Ottimi pascoli artificiali si trovano nella pianura del Poggio a Cajano subentrati alle perniciose risaje.

I boschi di querce, di lecci, di cerri e le pinete adornano il Barco Regio e la parte più silvestre del Monte Albano e del ramo che propagasi verso Artimino.

Sono articoli di lucro e di costante occupazione per gli artigiani la costruzione di carri e i lavori di fabbro.

Uno di quest’ultimi abilissimo ha la sua officina nel Poggio a Cajano.

Con il Regolamento governativo del 23 maggio 1774 la Comunità di Carmignano si compose dei popoli e Comuni seguenti:
1. Carmigano;
2. Seano,
3, Buonistallo;
4. Pilli;
5. Mezzana;
6. Verghereto;
7. S. Martino in Campo;
8. Artimino;
9. Comeana;
10. Bacchereto;
11. S. Michele Vignole;
12. S. Biagio a Vignole.

Le ultime due parrocchie nella nuova divisione economica del Granducato furono in gran parte cedute alla comunità di Tizzana; mentre da lato orientale venne riunito al distretto comunitativo di Carmignano la parrocchia di Montalbiolo staccata dalla Comunità di Prato, e quella di S. Stefano al Poggio alla Malva o alle Busche, già compresa nella Comunità della Lastra.

La Comunità mantiene un medico, un chirurgo e un maestro di scuola.

Risiede in Carmignano un Potestà per il criminale e la polizia dipende dal Vicario di Prato, dov’è l’ufizio del Registro, l’ingegnere di Circondario e la Cancelleria Comunitativa. La conservazione delle Ipoteche è in Pistoja e la Ruota in Firenze.

Non vi sono mercati settimanali.

Una sola fiera ha luogo in Carmignano il dì 30 novembre.

POPOLAZIONE della Comunità di CARMIGNANO a tre epoche diverse

- nome del luogo:Artimino, titolo della chiesa: S. Leonardo (Pieve),
abitanti nel 1745: n° 430,
abitanti nel 1833: n° 509

- nome del luogo: Bacchereto, titolo della chiesa: S. Maria (Pieve),
abitanti nel 1745: n° 739,
abitanti nel 1833: n° 865

- nome del luogo: Bonistallo, titolo della chiesa: S. Maria (Prioria),
abitanti nel 1745: n° 852,
abitanti nel 1833: n° 1425

- nome del luogo: Busche o Poggio alla Malva, titolo della chiesa: S. Stefano (Prioria),
abitanti nel 1745: n° 172,
abitanti nel 1833: n° 344

- nome del luogo: Campo, titolo della chiesa: S. Martino (Prioria),
abitanti nel 1745: n° 186,
abitanti nel 1833: n° 183

- nome del luogo: CARMIGNANO, titolo della chiesa: S. Michele in S. Francesco (Pieve Arcipretura),
abitanti nel 1745: n° 733,
abitanti nel 1833: n° 1389

- nome del luogo: Comeana, titolo della chiesa: S. Michele (Prioria),
abitanti nel 1745: n° 600,
abitanti nel 1833: n° 952

- nome del luogo: Mezzana, titolo della chiesa: SS. Stefano e Cristina (Cura),
abitanti nel 1745: n° 223,
abitanti nel 1833: n° 426

- nome del luogo: Montalbiolo, titolo della chiesa: S. Lorenzo (Cura),
abitanti nel 1745: n° 96,
abitanti nel 1833: n° 137

- nome del luogo:Pilli, titolo della chiesa: S. Cristina (Prioria),
abitanti nel 1745: n° 378,
abitanti nel 1833: n° 442

- nome del luogo: *Seano, titolo della chiesa: S. Pietro (Prioria),
abitanti nel 1745: n° 936,
abitanti nel 1833: n° 1202

- nome del luogo: Verghereto, titolo della chiesa: S. Pietro (Prioria),
abitanti nel 1745: n° 105,
abitanti nel 1833: n° 142

- totale abitanti nel 1551 (la popolazione del 1551 della Potesteria di Carmignano non si trova distinta per parrocchie): n° 3081
- totale abitanti nel 1745: n° 5448

Frazione di abitanti provenienti da parrocchie fuori della Comunità

- nome del luogo: Vignole, titolo della chiesa: S. Michele (Prioria),
comunità donde proviene: Tizzana, abitanti nel 1833: n° 340

- nome del luogo: Vignole, titolo della chiesa: S. Biagio (Cura),
comunità donde proviene: Tizzana, abitanti nel 1833: n° 139

-TOTALE abitanti nel 1833: n° 8495

L’asterisco * avvisa che una frazione di quel popolo entra in altra Comunità.



Carmignano dalla rocca (2006)<br>2005 (Prato)
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Santa Cristina a Mezzana
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Stazione di Carmignano 2006
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Carmignano, ponte ferroviario (2007)
Carmignano, ponte ferroviario (2007)
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