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02 febbraio 2018

Cartei con alcune sue creazioni in ceramica, anni 50
Cartei con alcune sue creazioni in ceramica, anni 50
Cartei con alcune sue creazioni in ceramica, anni 50
Cavallo, anni 70. Ceramica, cm. h25
Cavallo, anni 70. Ceramica, cm. h25
Cavallo, anni 70. Ceramica, cm. h25
La capra, anni 60. Ceramica, cm. h21
La capra, anni 60. Ceramica, cm. h21
La capra, anni 60. Ceramica, cm. h21
Nudo di donna, fine anni 60. Ceramica, cm. h45
Nudo di donna, fine anni 60. Ceramica, cm. h45
Nudo di donna, fine anni 60. Ceramica, cm. h45
Lastrigiani ed ospiti illustri

Alvaro Cartei, cenni biografici


(Signa, 1911 - Firenze, 1995) si formò con i pittori e scultori locali Giuseppe Santelli e Torello Santini, ereditando dal primo lo stile della pittura di "macchia".

Eccellente disegnatore, poco dopo i trent'anni sentì la necessità di ulteriori perfezionamenti sullo studio della figura, e nonostante la guerra, nel ‘44 s’iscrisse alla Scuola Libera del Nudo nell’Accademia di Belle Arti di Firenze, continuandone la frequentazione fino al ‘57.

L'ambiente del primo dopoguerra, con i fermenti artistici e le scoperte dell'arte contemporanea italiana e straniera, portò nella pittura di Cartei sostanziali aggiornamenti, conformati in parte alle influenze del contesto politico del P.C.I., dopo la sconfitta del Fronte Popolare alle elezioni del ’48, premeva verso l’educazione artistica delle masse tramite contenuti realistico-sociali esaltanti il proletariato attraverso la rappresentazione del mondo del lavoro.

Operando nel campo della ceramica a Montelupo e più lungamente nelle manifatture Pugi di Ponte a Signa e Bagni di Lastra (con ‘deposito di firma ’ che autorizzava l’esportazioni delle sue creazioni come ‘opere d’arte’), Cartei considerava tuttavia la pittura come il vero referente della sua vita.

L’indipendenza economica acquisita con la ceramica, permise infatti all’artista di esprimere liberamente la sua creatività di pittore senza farsi condizionare dalle esigenze del mercato, e in quella totale libertà, si articolerà la sua ricerca attraverso i fermenti del proprio tempo.

Lo stile ereditato da Giuseppe Santelli (con il quale negli anni Trenta aveva compiuto esperienze d’affresco in varie chiese locali e romane), col sopraggiungere degli anni Cinquanta mutò radicalmente, quando, attraverso una più libera circolazione delle idee, Cartei come molti artisti della sua generazione aveva conosciuto la pittura di Picasso e l’espressionismo europeo, il messaggio di Modigliani e la pittura realista del coetaneo Guttuso.

Parallelamente, nella prima metà degli anni ’50 l'artista approdò a una stilizzazione della figura sviluppata attraverso una linea cromatica composta da colori puri, stesi à plat come nelle coeve composizioni astratte, con la quale affrontò altri temi a lui cari, quali le ferrovie e i paesaggi industriali.

Agli inizi degli anni Sessanta l'artista pervenne a una deformazione sommossa da un espressionismo rivisitato attraverso l’"arte spontanea" della pittura infantile. Così dilatata, ogni figura fu sconvolta fino a certe “sgrammaticature” che ne amplificavano la valenza espressiva, come se Cartei, a quel punto del suo percorso, volesse metaforicamente ed oggettivamente annullare ogni “piacevolezza” formale, ora avvertita come ostacolo alla interiore ricerca della rappresentazione umana.

Con tali intendimenti, derivati dalla pittura “antigraziosa” di Carrà riportata in termini propri, peculiari, l’artista eseguì i suoi intensi “ritratti di memoria”, nei quali le fattezze dei modelli emergevano non tanto per compiuta somiglianza, quanto per un quid che dal loro interno le sommoveva, svelando nell’immagine, sformata dallo specchio ironico dell'artista, l’intrinseca identità spirituale.

Avanzando sulla tematica di questa ricerca, insistita soprattutto sulla moglie Anna, prediletta modella, sulla figlia Serena, sul genero Antonio, sulle immagini dei nipotini Giuseppe e Caterina e sui giovani artisti che guardavano ad Alvaro come a un maestro, l'opera carteiana traverserà i decenni fino al penultimo lustro del secolo, unificata, pur nel suo frastagliato percorso, dall'amalgama di un grande e mai dimenticato mestiere alla cui base stava l'eccelsa virtù del segno; un segno divenuto prezioso segno-colore che sarà in grado di elevare questo solitario e schivo pittore alle qualità di vero maestro.

Tra le sue opere pubbliche sono da ricordare alcuni tabernacoli a Signa, la grande figura di San Miniato nell’omonima chiesa signese, il trittico eseguito per il 50° anniversario della Liberazione per il Palazzo Comunale di Lastra a Signa (dove già si trovavano alcuni disegni eseguiti negli anni Sessanta per la Biblioteca Comunale), e l’ampio pannello nella sala bar della Casa del Popolo di Tripetetolo.

Nel Museo degli Artisti Locali di Lastra si trovano altre opere grafiche donate dagli Eredi.
Per l’attività ceramica, è da menzionare il bassorilievo de La trecciaiola, eseguito per la Cassa Rurale ed Artigiana di Signa. Riguardo tale attività, numerose furono le presenze dell’artista in esposizioni collettive italiane ed estere, nelle quali conseguì vari premi.

Negli anni Sessanta una sua opera fu esposta al Museo d’Arte Moderna di New York.

Marco Moretti

Cartei con alcune sue creazioni in ceramica, anni 50
Cartei con alcune sue creazioni in ceramica, anni 50
Cartei con alcune sue creazioni in ceramica, anni 50
Cavallo, anni 70. Ceramica, cm. h25
Cavallo, anni 70. Ceramica, cm. h25
Cavallo, anni 70. Ceramica, cm. h25
La capra, anni 60. Ceramica, cm. h21
La capra, anni 60. Ceramica, cm. h21
La capra, anni 60. Ceramica, cm. h21
Nudo di donna, fine anni 60. Ceramica, cm. h45
Nudo di donna, fine anni 60. Ceramica, cm. h45
Nudo di donna, fine anni 60. Ceramica, cm. h45
Piastrella con cavallo, anni 60. Ceramica, cm. 15x25
Piastrella con cavallo, anni 60. Ceramica, cm. 15x25
Piastrella con cavallo, anni 60. Ceramica, cm. 15x25
Piastrella con colombi, anni 60. Ceramica, cm. 16x31
Piastrella con colombi, anni 60. Ceramica, cm. 16x31
Piastrella con colombi, anni 60. Ceramica, cm. 16x31
Piastrella, 1949. Ceramica, cm. 28x22
Piastrella, 1949. Ceramica, cm. 28x22
Piastrella, 1949. Ceramica, cm. 28x22
Vaso con figure di donne, 1955. Ceramica, cm. h35
Vaso con figure di donne, 1955. Ceramica, cm. h35
Vaso con figure di donne, 1955. Ceramica, cm. h35


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