Dizionario geografico fisico storico della Toscana (Emanuele Repetti, anno 1833)

SAN VINCENZIO A TORRI


SAN VINCENZIO A TORRI in Val di Pesa.

Pieve antica che ha dato il nome alla contrada e ad una Comunità, unita a quella della Casellina, alla quale furono annessi i popoli soppressi di S. Martino a Torri e di S. Quirico al Vecchio.

In un libro di ricordi appartenuto alla pieve di S. Vincenzio a Torri leggesi il seguente appunto: «Cotesto libro fu incominciato nel 7 agosto del 1425. Per grazia d’Iddio, della SS. Vergine e di S. Vincenzio protettore e capo della Comunità di Torri e della sua chiesa plebana, della quale era patrono messere Palmerio del fu Andrea Pandolfi con l’annessa compagnia, canonica, cortile e pozzo in mezzo.»

Fu allora che ad istanza del prete Stefano di Piero Bonsignori pievano di detta chiesa, e di altri parrochi ivi presenti come testimoni, furono posti i termini ai possessi della pieve di Torri e alla gora del mulino di detta pieve situato lungo la Pesa.

Più sotto peraltro si leggono le parole seguenti: Iste liber est Plebis S. Vincentii.

Anno Domini MCCCLXXXIIII, die mensis martii Dominus Pinus Rossus de Florentia factus fuit plebanus et electus per providos viros canonicos istius plebis: videlicet, ser Franciscum rectorem de Pisignano, ser Angelum rectorem de Baroncellis prope Florentiam, ser Stephanus rectorem S. Proculi de Florentia, dominum Nicholaum quondam Pucci priorem de Leporaja, tempore Rev.

In Christo Patris et domini sui Domini Angeli de Acciajolis tunc Praesulis cleri florentini, etc.

Finalmente vi si dichiara che il detto messere Pino Rossi quando fu eletto pievano di Torri era rettore della chiesa di S. Michele a Tegolaja e canonico de’SS. Apostoli di Firenze (non priore de’Santi Apostoli, titolo attribuitogli da una supposta lettera di Giovanni Boccaccio) e cappellano della chiesa maggiore di S. Reparata di Firenze.

(MS. nella biblioteca del seminario fiorentino).

La pieve di S. Vincenzio a Torri nel secolo XIII comprendeva sette cure, ridotte attualmente a tre; cioè,
1. Quella di S. Martino a Torri (soppressa);
2. di S. Lorenzo a Torri (idem);
3. di S. Maria a Marciola (esistente);
4. di S. Niccolò a Torri (idem);
5. di S. Quirico al Vecchio (soppressa);
6. di S. Andrea al Colle (idem);
7. e di S. Michele a Castiglioni (esistente).

La parrocchia plebana di S. Vincenzio a Torri nel 1833 contava 367 abitanti.

-SUPPLEMENTO

TORRI (PIEVE DI S. VINCENZIO A) in Val di Pesa.

In fine dove dice: che la pieve di S. Vincenzio a Torri nel secolo XIII comprendeva sette cure, ridotte attualmente a tre, si aggiunga, la quarta di S. Martino a Carcheri, che fu staccata nel 1789 dalla pie ve di S. Ippolito in Val di Pesa, attualmente in Monte Lupo, ed aggregata a questa di S. Vincenzio a Torri.

Nel 1845 la pieve di S. Vincenzio a Torri aveva 306 persone nella Comunità principale di Casellina e Torri, ed una frazione di 112 popolani entrava nella Comunità di Montespertoli.

TOTALE Abitanti 418.




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