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Dizionario geografico fisico storico della Toscana (Emanuele Repetti, anno 1833)

Cerreto Guidi


CERRETO GUIDI, già CERRETO DI GRETI nel Val d'Arno inferiore.

Castello capoluogo di Potesteria e di Comunità nel Vicariato Regio e diocesi di Sanminiato, una volta di Lucca, Compartimento di Firenze.

Il suo fabbricato copre la zucca di una collina sporgente fra i contrafforti occidentali del Monte Albano, ossia del Barco, sotto il poggio di Vinci, nel grado 28° 32’ 6” di longitudine e 43° 46’ di latitudine, 5 miglia toscane a maestrale d'Empoli, 7 miglia a settentrione di Sanminiato, 15 miglia a ostro di Pistoja, e altrettante a libeccio di Prato.

Cerreto Guidi sarebbe uno dei più antichi castelli della Toscana, se a questo Cerreto senza alcuna riserva si potesse appropriare un'iscrizione sepolcrale in lingua greca collocata nei chiostri di S. Felicita in Firenze, la quale rammenta una fanciulla del castello o pago di Cerreto, (KW NI KERATON ) morta nel mese di aprile sotto l’XI consolato di Onorio Augusto e il II di Costanzo, corrispondente cioè all'anno 417 dell'Era Cristiana.
(LAMI Mon. Eccl. Flor.)

Ma ancorché il Keraton si voglia tradurre per Cerreto, chi né assicura fra tanti paesi di Cerreto nei contorni di Firenze, che a questo di Greti fuori dell'antico municipio fiorentino debba quella iscrizione appellare, piuttosto che a un altro paese della giurisdizione fiorentina.

Comunque sia, appella senza fallo al Cerreto in discorso un instrumento dell'anno 780, relativo alla fondazione della badia di S. Savino presso Pisa, alla quale i nobili fondatori, fra le molte terre, corti e chiese che possedevano nel Val d'Arno inferiore nei pivieri di Empoli, di S. Genesio, di Cerreto e di Greti, gli assegnarono in padronato la chiesa di S. Anastasio che era in Greti presso la pieve, la chiesa di S. Quirico a Musignano con tutte le sue pertinenze, 4 masse a Petrojo, 4 masse a Petriolo , la chiesa di S. Senzio con la corte nel luogo detto Cerreto, e tutte le sue dipendenze.
(ANNAL. CAMALD.)

Si disse Cerreto di Greti dalla sottoposta contrada dei Greti dell'Arno innanzi che si appellasse Cerreto Guidi dai conti Guidi, i quali in Cerreto al pari che in Vinci, Collegonzi, Vitolini, Petriolo, Pieve di Greti, Streda, Colle alla Pietra e in altri castelli del Val d'Arno inferiore mantennero per più secoli giurisdizione e podere.

Il più antico documento che stia a provare il dominio de'conti Guidi in questo Cerreto è un'atto pubblico dell'anno 1086, con il quale il conte Guido insieme con Ermellina del conte Alberto sua moglie, Tegrimo e Guido loro figli, stando nel castello di Cerreto della giurisdizione Lucchese, dichiaravano che avrebbero essi accordato la loro protezione e mantenuto il monastero di S. Pietro di Luco in Mugello immune da ogni uso, o benefizio secolare.
(ANNAL. CAMALD.).

Nel 23 agosto 1273, il conte Guido Salvatico, stante i graviosi debiti contratti in Firenze da lui, dal conte Ruggiero suo padre e dal conte Guido Guerra suo avo, alienò per fiorini 8000, e ridusse sotto la giurisdizione della Repubblica fiorentina molti suoi castelli situati nel Val d'Arno di sotto e nella contrada di Greti, fra i quali Vinci, Cerreto Guidi, Collegonzi, Musignano, Colle alla Pietra , ec.

Lo che avvenne quando già una parte di quei vassalli e territorj erano stati ceduti al Comune di Firenze da altri conti della stessa consorteria con istrumento rogato nel palazzo dei conti Guidi presso la pieve d'Empoli, li 6 maggio 1255.
(AMMIR. Istor. Fior. – P. ILDEFONSO Delizie degli Erud. Tosc. T. VIII).

La prima volta che i terrazzani di Cerreto si ribellarono ai Fiorentini fu nel 1315; e ciò, a istigazione di un Baldinaccio degli Adimari fuoriuscito di Firenze, il quale profittò della sconfitta data da Uguccione della Faggiuola sotto Montecatini all'esercito della lega Guelfa.

Né i Fiorentini potevano così presto riottenere Cerreto Guidi senza accettare per amico e ribandire l'esule Adimari.

Abbiamo pure in Giovanni Villani sotto l'anno 1326, che Castruccio, avendo avuto di poco la Castellina di Greti, incominciò con la sua gente a distendersi per quella contrada, e dare battaglia a Vinci, a Cerreto e a Vitolini.

Due altre volte la Repubblica perdé Cerreto Guidi, la prima quando, nel marzo 1332, fu occupato dai Tedeschi condotti a Lucca da Giovanni re di Boemia, e nel luglio 1336, quando fu sorpreso di notte tempo dalle genti di Mastino della Scala, mentre la miglior parte del presidio fiorentino era corsa da Cerreto alla festa di S. Jacopo a Pistoja.

Dopo tale avventura la Signoria di Firenze, vedendo che la castella del Val d'Arno inferiore e di Greti erano esposte troppo spesso ai danni dei nemici, per essere o poco o del tutto prive di difesa, deliberò che si compisse di circondare di mura il borgo di Montelupo e quel di Cerreto Guidi.

Lo che fu fatto in pochissimo tempo, concedendo la Repubblica alcune immunità e franchigie a quei terrazzani.

Non ostante sì fatta precauzione Cerreto Guidi non poté esimersi dall'aprire le porte nel 1538 a inaspettati e indiscreti ospiti, come furono quegli Spagnuoli che ammutinati penetrarono nella Valle di Nievole e nel Val d'Arno inferiore per stanziare qualche giorno a Cerreto Guidi.
(AMMIR. Istor. Fior.)

Delle mura circolari che chiudevano il castello di Cerreto Guidi non è restato altro che il suo pomerio intorno alla via e alle case innalzate nel luogo di quelle.

Resta bensì tuttora sulla parte più elevata del paese l'antica abitazione o castello dei conti Guidi, poi villa del duca Giordano Orsini, che costà, nella notte del 16 luglio 1576, ripeté la clandestina tragedia del Moro di Venezia, dove restò vittima Isabella de'Medici sua moglie.

Contigua alla villa risiede la chiesa plebana (S. Leonardo) di antico jus della potente casa Adimari, che nei contorni di Vinci e Cerreto ebbe vaste possessioni, e di cui era pievano, verso il 1430, Roberto Adimari innanzi che venisse eletto in vescovo di Volterra.

Dalla prosapia Adimari passarono i diritti in Cosimo I Granduca di Toscana, che assegnò il ricco benefizio della pieve di Cerreto Guidi al suo maggiordomo Pier Francesco Ricci preposto della collegiata di Prato, sino a che questi con l'annuenza sovrana e pontificia rinunziò in perpetuo la pieve di Cerreto Guidi al capitolo della chiesa di Prato, che tuttora ne gode i possessi col mantenervi il parroco congruato.

La pieve di Cerreto nel secolo XIII contava per succursali le seguenti parrocchie.
1. S. Maria di Confienti, ossia di Colle alla Pietra , detta ora alla Bassa ;
2. S. Bartolommeo a Sreda, esistente;
3. S. Jacopo di Campo Strego, distrutta;
4. S. Lorenzo di Linari, distrutta;
5. S. Quirico di Musignano , distrutta;
6. S. Martino di Petriolo, esistente;
7. S. Andrea a S. Senzio, detto S. Zio.

Cerreto Guidi fu patria del faceto poeta e cancelliere Santi Saccenti che fiorì verso la metà del secolo XVIII.

Costà molto prima era venuto alla luce un abile giureconsulto (Ildebrandino da Cerreto Guidi) che nel 1287 fu inviato dalla Signoria di Firenze a Castelfiorentino per riunire alla Lega Guelfa, mediante un trattato di alleanza, il maggior numero possibile delle città e terre della Toscana.

Comunità di Cerreto Guidi.

Questa Comunità occupa una superficie di 15032 quadrati, 792 dei quali sono presi da corsi di acqua e da strade, con una popolazione di 4905 abitanti, a ragione cioè di 277 individui per ogni miglio quadrato di suolo imponibile.

Ha la figura di un trapezio irregolare, uno dei di cui lati rasenta la ripa destra dell'Arno, mentre il lato opposto si appoggia al fianco del Monte Albano sotto Vinci.

Confina con 5 Comunità.

Dala parte di scirocco e di ostro mediante il fiume Arno tocca le Comunità di Empoli e di Sanminiato, la prima delle quali ha di fronte nella ripa opposta del fiume dallo sbocco del torrente Streda sino al rio Gonfienti, ora detto di Montauto, di faccia a bocca d'Elsa; costeggia la seconda da bocca d'Elsa sino sotto Ripoli.

Costà abbandona il fiume, e piegando a ponente trovasi a confine con la Comunità di Fucecchio, con la quale attraversa la strada maestra che da Fucecchio porta alla Bassa e poi quella comu nitativa che guida alla villa di Petriolo, sino a che, giunta a un Uccelliera detta la Dogana, forma un angolo rientrante per dirigersi verso maestro al canal emissario del padule di Fucecchio.

Il qual canale rimonta nella direzione di ostro a settentrione sino a che sopra la villa di Stabbia abbandona il canale e la Comunità di Fucecchio.

Costà volgendo la faccia a settentrione trova la Comunità di Lamporecchio, con la quale costeggia per termini artificiali sul fianco del Monte Albano.

Giunta al torrente Vinci, trova la Comunità di questo nome, con la quale cambiando direzione, prima da settentrione a grecale varca i poggi percorsi dai botri Fontana e Fojano, poi da grecale a levante riscende alla pianura lungo il torrente Streda, col quale ritorna in Arno.

Il suolo di questa Comunità appartiene a tre formazioni diverse.

La più antica spetta al terreno appenninico stratiforme di origine secondaria, il quale cuopre i fianchi superiori del Monte Albano.

Sopra di esso riposa il terreno terziario, o marna conchigliare, cui spettano gl'inferiori risalti e le colline, dove risiede Cerreto Guidi, mentre alla base delle colline medesime serve di bordo il terreno di alluvione recente e un altissimo banco di ciottoli e grosse ghiaje depositate dall'Arno nella contrada che tuttora conserva la topica denominazione di Greti.

Amenissimo è l'aspetto di queste campagne per la variata coltivazione, per la frequenza delle ville, castella e rusticane abitazioni, per la ricchezza dei prodotti che forniscono gli olivi, i gelsi, le foreste, e segnatamente per l'eccellente qualità dei vitigni che vi si coltivano, per le saporite sue poma, e per la copia delle messi di granaglia e di lino che nei fertilissimi colti fra il padule di Fucecchio e la ripa destra dell'Arno annualmente si raccolgono.

Fra le strade rotabili che attraversano questa Comunità vi ha quella provinciale che da Fucecchio passa a levante del padule omonimo per condurre nella strada Regia lucchese al ponte di Nievole. Un altro ramo parimente della strada Francesca rimonta la sponda destra dell'Arno da Fucecchio sino alla Motta, dove all'antico navalestro è subentrato un nuovo ponte, il primo che per avventura conterà l'Arno nella sua valle inferiore.

Da questo punto una strda comunitativa rotabile sale a Cerreto, da dove si diramano altre due vie per Vinci e per Lamporecchio.

La pieve di Cerreto risiede nel punto più elevato del castello, a 233 braccia sopra il livello del mare, calcolata l'altezza dalla sommità del campanile. Questa chiesa, recentemente ricostruita dai fondamenti, conserva un bel battistero di terra invetriata della Robbia.

Con la legge del 23 maggio 1774 vennero incorporati alla Comunità di Cerreto Guidi 20 popoli, i quali costituivano in quel tempo la potesteria di Vinci e Cerreto, sino a che nel secolo che corre furono staccati 13 popoli per darli alla nuova Comunità di Vinci, riducendo quella di Cerreto Guidi a sette parrocchie designate nello specchio qui sotto riportato.
La Comunità mantiene un medico, un chirurgo e un maestro di scuola.

Non vi sono costà mercati settimanali, stante la vicinanza e la maggior comodità di quelli frequentatissimi nelle Terre di Empoli e di Fucecchio.

Una sola fiera di bestiame si tiene nel capoluogo l'ultimo lunedì di agosto.

Risiede in Cerreto un Potestà di seconda classe che ha giurisdizione anco sulla Comunità di Vinci, dipendente pel Criminale dal Vicario Regio di Fucecchio, dov'è l'ufizio d'esazione del Registro.

La cancelleria comunitativa è in Empoli; la conservazione delle Ipoteche è in P isa, la Ruota in Firenze.

POPOLAZIONE della Comunità di CERRETO GUIDI a tre epoche diverse
- nome del luogo: Bassa già Gonfienti, titolo della chiesa: S. Maria Assunta (Prioria),
abitanti nel 1551: n° 158,
abitanti nel 1745: n° 234,
abitanti nel 1833: n° 556

- nome del luogo: CERRETO GUIDI con le sue ville, titolo della chiesa: S. Leonardo (Pieve),
abitanti nel 1551: n° 1129,
abitanti nel 1745: n° 1452,
abitanti nel 1833: n° 2396

- nome del luogo: Corliano, titolo della chiesa: S. Stefano (Prepositura),
abitanti nel 1551: n° 93,
abitanti nel 1745: n° 157,
abitanti nel 1833: n° 176

- nome del luogo: Gavena o Colle Alberti, titolo della chiesa: S. Bartolommeo (Cura),
abitanti nel 1551: n° 183,
abitanti nel 1745: n° 176,
abitanti nel 1833: n° 221

- nome del luogo: Ripoli di Greti, titolo della chiesa: S. Leonardo (Pieve),
abitanti nel 1745: n° 201,
abitanti nel 1833: n° 239

- nome del luogo: Stabbia, titolo della chiesa: SS. Pietro e Paolo (Rettoria),
abitanti nel 1833: n° 1140

- nome del luogo: Zio o S. Zio (S. Senzio), titolo della chiesa: S. Andrea (Rettoria),
abitanti nel 1745: n° 120,
abitanti nel 1833: n° 177

- totale abitanti nel 1551: n° 1563
- totale abitanti nel 1745: n° 2340
- totale abitanti nel 1833: n° 4905



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