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Dizionario geografico fisico storico della Toscana (Emanuele Repetti, anno 1833)

Castel Pulci


CASTEL PULCI nel Val d’Arno sotto Firenze.

Villa signorile e magnifica situata alla sinistra della strada Regia postale che da Firenze guida a Pisa e Livorno, nel popolo della pieve di S. Giuliano a Settimo, Comunità di Casellina e Torri, Giurisdizione della Lastra a Signa, Diocesi e Compartimento di Firenze.

Risiede sopra una piccola collinetta poco lungi dal poggio di Monte Cascioli, davanti a un grandioso viale di cipressi che staccasi dalla strada Regia pisana al borghetto della Capannuccia, o dello Spedaletto , quasi 6 miglia toscane a ponente lungi dalla capitale.

Fu detto Castel Pulci da un resedio che costà possedeva l'estinta famiglia magnatizia dei Pulci, la cui torre in Firenze sussiste in gran parte nella via de’Lamberteschi fra la chiesa di S. Stefano al ponte vecchio e gli Ufizj.

La quale famiglia diede alla luce contemporaneamente tre rinomati poeti, Luigi Pulci autore del più antico poema faceto italiano il Morgante; Bernardo Pulci inventore delle egloghe e delle poesie pastorali; e Luca fratello dei sunnominati, che fu uno dei primi che componesse Epistole in terza rima.

La prospettiva e disegno dell’antica fabbrica di Castel Pulci vedesi in un sigillo del secolo XIII appartenuto a un Fiorenzino Pulci , stipite di un ramo che cercò di separarsi dai suoi consorti, ed ottenne nel 6 di luglio 1349 un decreto dalla Signoria di Firenze, che lo ammetteva tra le famiglie popolari, cangiando arme e prendendo il casato Fiorentini.
(MANNI, Sigilli antichi ).

All’altro ramo, che conservò il cognome dei Pulci, apparteneva quell'Jacopo di Rinaldo Pulci, contro il quale fu fatta denunzia nel dì 25 febbrajo 1278 al capitano di parte Guelfa in Firenze, per obbligare esso e i suoi eredi a conservare la pescaja situata nel fiume Arno sotto i mulini di Fresco del fu Lamberto Frescobaldi;
presso il Ponte a Signa. (ARCH. DIPL. FIOR. Carte della Badia a Settimo .)

Sembra riferire alla stessa pescaja di Signa altro istrumento del 4 marzo 1289, col quale Mainetto del fu Rinaldo Pulci del popolo di S. Stefano al ponte (vecchio) di Firenze vendè al monastero di Settimo un pezzo di terra posta nel popolo di S. Mammeo con una pecaja, per il prezzo di lire 250 di fiorini piccoli (ivi).

Anche nel 31 agosto del 1313 i fratelli Giovanni e Ponzardo figli di Mainetto del fu Rinaldo Pulci alienarono al monastero suddetto altro pezzo di terra situato in luogo detto Mensola nell'isola del fiume Arno, della misura di 40 stiora di terreno, al prezzo di lire 15 di fiorini piccoli per ogni stioro (ivi).

Finalmente con atto del 31 gennajo 1336 donna Fiammetta di Laino del fu Puccio Pulci vedova di Nardo del fu Lapo Malefici del popolo di S. Stefano al ponte, autorizzata da Laino suo figlio, vendè all’abate del monastero di Settimo per conto delle monache di S. Maria Maddalena di Cestello un podere con casa e 4 pezzi di terra posti nel popolo di S. Romolo piviere di Settimo, in luogo detto nelle Valli, per la valuta di 400 fiorini d'oro (ivi).

Il ramo della famiglia signora di Castel Pulci; essendo fallito nel 1321, dovè cedere questa villa a un creditore loro, il cardinale Napoleone Orsini, dai di cui eredi la comprarono di poi, e la ridussero in quella maestosa forma che ora si vede, i marchesi Riccardi di Firenze.



Castel Pulci<br>dalla FiPiLi<br>2006
Castel Pulci
dalla FiPiLi
2006
Castel Pulci
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2006


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