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Lastrigiani ed ospiti illustri

Don Gino Severini

Scheda a cura di Mario Del Fante

Monsignor Proposto GINO SEVERINI Nasce a Vicchio di Mugello nella frazione di Villore il 16 Febbraio 1911. Muore a Lastra a Signa il 30 Maggio 1998, dove è sepolto nel cimitero della Misericordia.

Ordinato sacerdote dal Cardinale Elia Dalla Costa il 14 Luglio 1935.

Viene nominato per breve tempo Cappellano a Scarperia, poi Parroco a Botinaccio per 3 anni e per 1 anno a Mantignana.

Dal 9 Agosto 1941 è a Lastra a Signa Parroco di San Martino a Gangalandi col titolo di Proposto.

Dal 1951 è Vicario delle Signe e dal 1973 Canonico onorario di Santa Maria del Fiore col titolo di Monsignore.

Qui risiede e svolge la sua missione coadiuvato da diversi Cappellani fino al 1989, quando per raggiunti limiti di età verrà sostituito dal nuovo Proposto don Renzo Ventisette.

Lascia la canonica e si trasferisce in un appartamento li vicino, dove in perfetta armonia col nuovo Parroco continua il suo servizio serenamente fino alla morte.

Don Ventisette, che era stato suo Cappellano dal 1967 al 1977, così lo ricorda : “Mi ha tirato su come giovane prete, devo molto a lui, uomo di preghiera e di fede profonda, devotissimo alla Madonna e uomo interiormente integro e pulito”.

A San Martino trova una parrocchia ben organizzata con le scuole di dottrina, le Associazioni di Azione Cattolica, la San Vincenzo de’ Paoli, la filodrammatica e gli altri gruppi ricreativi, efficienti e molto seguiti, che sotto la guida del parroco e dei cappellani lo saranno anche in seguito.

Vicino alla chiesa, è a buon punto la costruzione di nuovi locali con il teatro intrapresa dal predecessore don Andrea Cassulo (trasferito a Sesto Fiorentino) che verrà ultimata con l’aiuto di tanti giovani.

Negli anni successivi verrà costruito anche il campo di calcio e la pista per altri sport. il tutto assumerà il nome di “circolo aurora” e sarà punto di riferimento per tutti coloro che vorranno usufruirne per le attività più svariate.

Grande è l’impegno che il Proposto dedica alla chiesa, al campanile, alla canonica e a tutti i beni di proprietà della parrocchia, compreso il restauro di tante opere di grande valore che nel corso dei secoli hanno lasciato artisti famosi come Leon Battista Alberti che di questa chiesa fu rettore per lunghi anni.

Questa “cura” verrà premiata quando il cardinale Benelli annuncia il riordino dei beni artistici con la istituzione di musei vicariali, per accogliere anche le opere d’arte provenienti da chiese ormai chiuse.

Il primo pensiero di don Sergio Pacciani da poco nominato direttore dell’ufficio diocesano per l’arte sacra, sarà quello di iniziare da quello di San Martino a Gangalandi il cui patrimonio conosce molto bene essendo nato in questo comune.

Il 5 aprile 1986 venne inaugurato il museo di arte sacra che sarà il primo di questa meritoria iniziativa, cui seguirono un’altra decina in tutta la diocesi.

Altro impegno che il Proposto affrontò negli anni 60/70 fu quello della costruzione di una chiesa nel quartiere detto “Corea” che l’espansione urbanistica aveva fatto sorgere in una zona già agricola e ora nuovo centro intensamente popolato.

L’allora cardinale Florit disse che la chiesa madre, San Martino, doveva fare la dote alla chiesa figlia, così fù.

San Martino vendette il podere che aveva a Malmantile il cui ricavato servì a pagare il terreno e, fino al rustico, la costruzione della nuova chiesa.

Il 1 luglio 1979 venne decretato che il torrente Rimaggio sarebbe stato il confine fra la parrocchia di San Martino e quella nuova della “Natività di nostro Signore Gesù Cristo” che venne solennemente inaugurata e affidata al parroco don Norberto Poli che qui da tempo officiava in una piccola cappella privata.

Un’altra nuova chiesa si rendeva necessaria a Ponte a Signa, quella di Sant’Anna, che la guerra aveva completamente distrutta, veniva ora ricostruita più grande e in posizione più centrale.

Molto ci sarebbe ancora da dire , ma il ricordo del Proposto è ancora vivo fra la popolazione che ebbe modo di conoscerlo ed apprezzarlo fino dai primi tempi della sua venuta fra noi in tempo di guerra, per il conforto e l’aiuto verso tutti e per un episodio significativo che si verificò quando la temperie del periodo post-bellico cominciò a salire e affiorarono qua e là risentimenti e vendette.

Una riunione in canonica delle varie forze politiche riuscì a calmare gli animi e riportare alla normalità la civile convivenza.

Per tutta la sua vita, il Proposto come veniva chiamato, è stato apprezzato ed amato per le caratteristiche umane e pastorali, riconoscibili nelle doti essenziali dell’essere prete: la lunga preghiera personale e quella liturgica fatta col popolo, l’educazione fortissima alla messa ed ai sacramenti, la vita condotta nella modestia economica e nella generosità verso chiunque.

Lascia scritto nel suo testamento spirituale :

carissimi miei :

1° Dio è amore
2° Gesù, suo figlio prediletto, è morto in croce per salvarci tutti
3° La santissima Vergine Maria è madre di Dio e carissima Madre nostra
4° La vita è breve
5° La vita futura è eterna e non finirà mai con tutto il cuore e con immenso affetto auguro a tutti voi, nessuno escluso, di ritrovarci insieme nella patria celeste, per vivere, per sempre, immersi nell’infinito amore di Dio.
Confidando nella misericordia divina in Dio: arrivederci in Paradiso.

 
Sac. Gino Severini




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Don Gino Severini (foto anni 90)