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Diari lastrigiani

1896,la lotta delle trecciaiole,23 maggio:la lotta si fa dura, manifesti e arresti


(17 giugno 2016 - 26 agosto 2016)

Fieramosca 23 Maggio 1896 (Brozzi 22 Mattina) L’agitazione delle trecciaiole 


Una commissione di trecciaiole alla Camera del Lavoro 
– Per le misure prese dal Prefetto – 
Una istanza di trecciaiole al Presidente della Camera di Commercio. 
Le trecciaiole di Peretola, Petriolo, Quarac chi, Brozzi, etc - visto che l’Autorità ha impedito loro qualunque contatto con la Giunta esecutiva della Camera del Lavoro
– naturale rappresentante della classe operaia -
hanno inviato questa mattina - a spese della Società Operaia locale una Commissione con l’incarico di affidare alla Giunta stessa pieno mandato di rappresentarle presso la Camera di Commercio per le pratiche di conciliazione da questa iniziate coi negozianti.

La Camera del Lavoro ci comunica che ha invitato i deputati Ippolito Niccolini, Pier Giuseppe Zavattari, Enrico Ferri, a interrogare il Ministro degli Interni sulle misure prese dal Prefetto. L’on. Ippolito Niccolini ha presentato l’Atto al Presidente della Camera di Commercio di Firenze corredato dalla seguente istanza delle trecciaiole di Brozzi, Signa, Campi , etc. All’Ill. Sig. Presidente della Camera di Commercio.

Le sottoscritte che lavorano in cappelli di paglia fanno appello alla SV. Ill. affinchè voglia occuparsi della nostra situazione per cui ci troviamo in condizioni tristissime, considerando che attualmente guadagniamo 10 centesimi al giorno.

Per questi motivi le sottoscritte medesime fanno istanza alla S.V. Ill. affinchè voglia far pratiche presso i negozianti di cappelli perché vogliano i medesimi portare i cappelli al prezzo di 0,40 £ il N.12 e a 10 centesimi il giro.

Le sottoscritte medesime fanno istanza alla S.V. Ill. affinchè voglia far pratiche presso i negozianti di cappelli perché vogliano rialzare le nostre mercedi.

Colla speranza di essere esaudite anticipiamo i più sentiti ringraziamenti.

Seguono 904 firme.

Fieramosca 23 Maggio 1896

S. Piero a Ponti (22 mattina)
L’occupazione di S. Piero a Ponti
 – 30 arresti
 – il quadrato della truppa
 – Scene commoventi
 – Il Manifesto del Prefetto
 – i biglietti compromettenti
 – Le indagini
 – Misure e provvedimenti

Come vi avevo annunciato, stanotte alle 3 l’ Isp. Capo cav. Gotti ordinò che le truppe si recassero a San Piero a Ponti.
Una Compagnia del 68° ed una del 69° e quella del 3°i Genio circondarono il paese ove, agli ordini del cav Gotti si recarono i delegati Stagni, Soldaini e Fedele ed il cap. Marchese d’Afflitto. Stamattina all’alba – appena le persone uscivano dalle case - cominciarono gli arresti.
Dal Prefetto Comm. Guala era stato ordinato che si rintracciassero gli autori dei tumulti e delle violenze commesse ieri a San Piero a Ponti.
Nella nottata dall’Autorità di P.S. e dall’Arma dei Carabinieri erano state raccolte molte prove contro alcuni individui che si ritengono implicati nei disordini.
Allora successe una scena indescrivibile, commovente.
Le donne che vedevano arrestare i loro mariti ed i figli si diedero a piangere, a gridare disperatamente.
Vari dei ricercati tentarono di fuggire per i campi;
ma molti, inseguiti dai Carabinieri, poterono esser raggiunti ed arrestati.
Dal Delegato Soldaini vennero fatti inseguire dai plotoni di Cavalleria alcuni individui che avevano cercato di fuggire su per l’argine del Bisenzio.
Gli arrestati, in mezzo ai Carabinieri, venivano condotti fuori dal paese in mezzo ad una Compagnia del Genio.
Dopo le 9 – quando gli arresti operati raggiunsero la trentina - fu formato un quadrato.
Apriva il doloroso corteggio uno squadrone di Cavalleria che era subito seguito da una decina di Carabinieri a piedi.
Procedeva quindi il gruppo degli arrestati, ammanettati ed incatenati a 4 per 4.
Ai lati e dietro gli arrestati procedevano i soldati di Fanteria e del Genio.
Chiudevano il corteo vari Carabinieri e un plotone di Cavalleria.
Gli arrestati, quasi tutti laceri e scalzi, passarono in mezzo alla folla muta e silenziosa, per San Cresci, S. Andrea, fino alla stazione ferroviaria di San Donnino dove, col treno delle 13,50 per Firenze, vennero tradotti per interrogatorio alle Murate.
Sembra che gravi indizi siano stati raccolti a carico degli arrestati.
In tasca di alcuni di essi furono biglietti manoscritti che trascrivo integralmente.

Operai e Operaie l!!!
Lavorate soltanto 8 ore al giorno!!!!
Operaie rifiutate il lavoro se non vi procura il minimo di 50 Centesimi al giorno!!
Sostenete il Movimento


Il biglietto era scritto in lettere a stampatello su carta a due righe. Dall’Isp. Capo Gotti sono state raccolte prove circa alcuni individui che si sospettano autori delle violenze commesse a San Piero a Ponti in danno del Carabiniere Neri.
A proposito di tale fatto si viene a sapere del ritrovamento del moschetto.

Stamani sui muri di Peretola, Brozzi, Petriolo, San Piero e San Cresci, fino alle Signe comparve un Manifesto de Prefetto Guala:
Abitanti di Brozzi Esauriti inutilmente dal Presidente della Camera di Commercio, esauriti dal vostro onorevole deputato i consigli amorevoli per indurvi al rispetto della Libertà individuale e al mantenimento dell’ordine, io mi trovo nella necessità per il dovere del mio Uffizio di ricorrere a mezzi legali.
Ve ne avverto per il vostro bene.
Firenze 21 Maggio 1896
Il Prefetto Guala

Il presente manifesto è stato affisso in tutti quei paesi in cui è presente il movimento.
Sembra che si vada ristabilendo la calma, quantunque lo stato di quelle popolazioni sia sempre dei più miserandi.
Molto si spera dall’adunanza dei negozianti.
Corre voce che i Sig. Zocchi e Burghisser abbiano pensato a procacciare lavoro per la stagione entrante.
Sarebbe una vera Provvidenza!!
Si temeva che molte trecciaiole si recassero a Firenze, perciò fu disposto che due compagnie del Genio stazionassero alla barriera del Ponte alle Mosse.
Però nulla avvenne.
A Peretola e Brozzi tutto calmo.

I Nomi degli arrestati a S. Piero a Ponti
Pugi Vincenzo di Piero di anni 27, pescatore di S. Cresci;
Benellii Fortunato di Fernando, di anni 24, pagliaiolo di San Cresci;
Moradei Antonio fu Pietro, di anni 61, bracciante di San Cresci;
Giomi Camillo di Giovacchno, di anni 23, barrocciaio di San Mauro a Signa;
Cianchi Giuseppe di Raffaello di anni 24, bracciante a Santa Maria a Campi;
Scarlini Egidio di Michele, di anni 40, bracciante di San Cresci;
Tozzi Florio di Giuseppe, di anni 15, bracciante di San Piero a Ponti;
Faggi Corrado di Pirro, di anni 17, bracciante di san Cresci;
Sernissi Giulio fu Luigi di anni 28, ambulante di San Mauro;
Passerini Alfonso di Carlo, di anni 20, bracciante di San Cresci;
Masotti Egisto di Giulio, di anni 31, pescatore di san Cresci;
Vinattieri Ismaele fu Bernardino, di anni 28, bracciante di San Mauro;
Fei Dismo fu Isaia, di anni 20, bracciante di San Piero a Ponti;
Delli Aniceto fu Gustavo, di anni 19; bracciante di San Poero;
Poggi Giuseppe fu Pirro, di anni 21, bracciante di San Cresci;
Betti Consalvo fu Luigi, di anni 37, bracciante di San Piero;
Nesti Ezechiele di Pergentino, di anni 16, bracciante a San Cresci;
Cecchi Argante di Vincenzo, di anni18, bracciante di San Mauro:
Rastrelli Serafino, di anni 68, possidente di San Cresci.
Verificati gli alibi, gli altri arrestati furono rimessi in libertà.

A cura di:Renzo Bernardi



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IL DEPUTATO Ippolito Niccolini
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