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Diari lastrigiani Lo tsunami del 26 dicembre 2004

Missione in Sri-Lanka - 15 marzo 2005


Appunti di viaggio
15 Marzo 2005

Il generatore fa i capricci, però forse sarà funzionante, aspettiamo la risposta del tecnico.

Abbiamo svuotato l’acqua del “cenote” per poterlo far ripulire, ma con l’escavatore è un problema perché c’è poco spazio di manovra, domani riproveremo, con il terreno asciutto.

Anche i monaci hanno voluto l’acqua, l’abbiamo portata sia nel recinto dei templi, sia nella parte abitativa.

Da lì abbiamo proseguito per un’altra parte del villaggio, dove abbiamo portato anche la luce.

Per il generatore niente da fare, lo riparerà Leonardo quando tornerà quaggiù.

Nella pausa pranzo sono arrivati dei giornalisti, un free-lance locale, (al quale abbiamo fatto fare un pezzo con la telecamera, sia per noi, sia per lui) ed uno de “La gazzetta del mezzogiorno” che ha intervistato Mario e parlato dell’iniziativa che anche il suo giornale vuole fare per aiutare lo Sri-Lanka.

Per la prima volta da quando sono qui, mi sono affacciato al tempio:
è uno spettacolo unico, non immaginavo che un villaggio così piccolo potesse avere un tempio così ricco e decorato.

Domani giornata dedicata alle foto di cronaca ed allo shopping, farò anche un bel servizio fotografico.

Nel primo pomeriggio, con Roberto, siamo andati a vedere un villaggio più piccolo e meno danneggiato, dove ancora nessuna O.N.G. è intervenuta.

Lì il Comitato del villaggio ha già redatto un quadro della situazione e dei danni.

Ci sono 35 case da riparare, 15 da rifare e la scuola da sistemare e rifare la recinzione.

Inoltre una parte del villaggio, tra una laguna e la giungla, ha ricevuto solo un telo dall’O.N.U. , in modo da fare una specie di copertura che è solo ben visibile dagli elicotteri, come funzionalità ZERO.

Se a Telewatta c’è miseria, lì se possibile ce n’è ancora di più:
l’abbandono totale, i bambini sono più vivaci degli adulti che sono molto molto indolenti.

Sembra che siano lì in attesa di morire.

Adolfo invece, (sempre con Roberto), in mattinata, è andato in una casa per donne ammalate ed irrecuperabili, (in questo paese), lì lo tsunami c’è sempre stato.

Le malate psichiatriche le tengono segregate in stanze semibuie, mentre quelle storpie o comunque con la mente normale o non pericolose, sono tutte insieme.

Fanno un pasto al giorno, non hanno medicinali di sorta, l’acqua viene presa da un pozzo, ci sono solo pochi ma volenterosi operatori che le accudiscono come possono, ma anche queste sono lì ad aspettare di morire.

Qualcuna potrebbe essere recuperata se inserita in famiglia o in strutture adeguate, (ammesso che il paese le abbia!).

Dimenticavo, vengono visitate una volta l’anno.

 



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