Lastra a Signa Il malmantile racquistato, sommario
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Primo cantare
Marte, sdegnato perchè il Mondo è in pace,
Corre, e dal letto fa levar la suora:
E in finto aspetto, e con parlar mendace
Mandala a svegliar l'ire in Celidora.
Fa la mostra de' suoi Baldone audace:
Indi all'imbarco non frappon dimora:
E per via narra con che modo indegno
Bertinella occupato avea il suo Regno..
Secondo cantare
De' due gran figli del signor d'Ugnano
Prodigioso il natal narra Baldone:
Come s'acquista moglie Florïano,
E vien dall'Orco poi fatto prigione:
Come Amadigi libera il germano,
E il mostro spaventoso a terra pone:
E dice al fin, che l'un di questi dui
Fu padre a Celidora, e l'altro a lui.
Terzo cantare
Vengon d'Arno a seconda i legni Sardi:
Sbarcan le genti, e vanno a Malmantile;
Ma per vari accidenti i più gagliardi
Non fan quel tanto, che di guerra è stile.
Arma i suoi Bertinella, alza stendardi,
E mostra in debol corpo alma virile,
Nascon grandi scompigli in quella piazza,
E ognun si fugge in veder Martinazza.
Quarto cantare
I guerrier di Baldon son mal disposti,
Perchè la fame in campo gli travaglia.
Il Fendesi, e Perlon lasciano i posti,
Non vedendo arrivar la vettovaglia.
Psiche non tiene i suoi pensieri ascosti
A Calagrillo, cavalier di vaglia,
Che promette aiutar la damigella,
E poscia ascolta una gentil novella.
Quinto cantare
Vuol con gl'incanti dar la Maga aita
In Malmantile al popolo assediato;
Ma dagli spirti è così mal servita,
Che tra' nimici è il suo saper beffato.
Vien Calagrillo, e a duellar la 'nvita:
E lo 'nvito è da lei tosto accettato.
Il Fendesi, e altri due, com'è usanza,
Sparir di Piaccianteo fan la pietanza.
Sesto cantare
Nel tenebroso centro della terra,
Ove regna Plutone, entra la strega:
E vuol, che seco, per finir la guerra
Di Malmantile, entri l'Inferno in lega:
Fanno concilio i mostri di sotterra,
Ove ciascun buone ragioni allega:
Certa al fin le promette l'assistenza:
Rend'ella grazie, e fa di lì partenza.
Settimo cantare
Paride, dopo aver molto bevuto,
Entra d'andar al campo in frenesia;
E come il sonno avea pel ber perduto,
Perde nel gir di notte anche la via.
Cade in un fosso, onde a donargli aiuto
Corron le Fate, e gli usan cortesia;
Vien condotto in un antro, e per diporto
La storia gli è narrata di Magorto.
Ottavo cantare
Dalle sue Fate Paride vestito,
Vede la galleria di quell'albergo:
D'un'avventura grande è poi avvertito,
E appresso ha un libro che non parla in gergo,
Con una spada d'un acciar forbito;
Ond'ei piglia licenza, e volta il tergo.
Vien Piaccianteo condotto al generale,
Che non gli volle far nè ben nè male.
Nono cantare
Giunti i rinfreschi e invigorito il campo
Corre all'assalto, e segue aspra baruffa.
Malmantil quasi è preso, ond'al suo scampo
Chiama all'accordo, e termina la zuffa;
Chi tratta più di guerra or trova inciampo,
Perchè nell'allegrezze ognun si tuffa:
Fassi in corte il convito, e poi, dal vino
Riscaldati quei principi, il festino.
Decimo cantare
Per far la maga col rival quistione
Va, ma in vederlo poi le spalle volta,
E con lui dietro fugge nel salone
Ove è la gente per ballare accolta.
Del lupo in traccia Paride si pone:
Il trova, e 'l prende con industria molta:
E ucciso quel, dà fine all'avventura,
Ed in tal guisa è liberato il Tura.
Undicesimo cantare
Cangia le danze in rissa un accidente
Fuggonsi Bertinella e Martinazza.
Vien fuor Biancone, e fa morir gran gente;
Ma gli orbi a lui fan poi sentir la mazza.
Da Celidora e da Baldon possente
Mezza destrutta è quella trista razza:
Tagliansi a pezzi in quelle squadre e in queste,
E così in Malmantil fansi le feste.
Dodicesimo cantare
A Montelupo dà Paride il nome
Poi gastigar la Maga e Biancon vede:
Rimessa in trono è Celidora, e come
Marito al general dà la sua fede.
Baldon, che la fortuna ha per le chiome,
Con Calagrillo a Ugnan rivolge il piede.
E al suo bel regno con Amor va Psiche,
A côrre il frutto delle sue fatiche.


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